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Conflitti in Regione Abruzzo

''In Regione Abruzzo è ormai guerra aperta tra due caste: quella dei politici, che perseguono l'obiettivo di accrescere il loro potere clientelare, indebolendo quello di interdizione della burocrazia; e quella dei burocrati, che si oppongono a qualsiasi cambiamento, per conservare intatti i loro privilegi, in termini economici e di gestione pura del potere''.

Lo sostiene Carlo Costantini, capogruppo IdV in Consiglio regionale, in merito allo scontro tra dirigenti e Giunta sulla riforma del personale.

''La prova è nella totale mancanza di credibilità delle rispettive argomentazioni - osserva Costantini - I burocrati non sono credibili perché da 15 anni si oppongono a tutto, senza avere mai presentato, come era loro dovere, una proposta organica di riforma e perché paventano il pericolo di indebolire l'efficienza e l'efficacia della loro azione, dimostrando di non sapersi guardare allo specchio ed ammettere che peggio di come gestiscono oggi (salvo le dovute lodevoli eccezioni) sarebbe davvero impossibile''.

''I politici (Chiodi e Carpineta) - prosegue - non sono credibili perché cambiano fingendo di non sapere che, con i dipendenti delle Province, dell'Arssa etc., il quadro che vorrebbero cambiare è già cambiato e perché, senza una visione d'insieme di queste trasformazioni, qualsiasi progetto è destinato a fallire''.

Per il capogruppo IdV, l'alternativa è quella che già da qualche mese ha concretizzato, anche in occasione di un convegno sul futuro delle Province:

1) una legge per semplificare il sistema ed abbattere il potere di interdizione allo sviluppo ed alla crescita della burocrazia regionale (già presentata dall'Italia dei Valori);

2) una legge per definire il quadro delle competenze delle Province da conservare in capo alla Regione (già presentata dall'Italia dei Valori) e sapere, di conseguenza, su quali basi ragionare;

3) come effetto (e non come presupposto) una ipotesi di riorganizzazione della burocrazia, con la conservazione di pochissime figure apicali e la progressiva riduzione della spesa per il personale.

''Troppo semplice, come per il dragaggio del porto di Pescara - stigmatizza quindi Costantini - perché possa realizzarsi''

www.asca.it

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