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Riceviamo e pubblichiamo

Demolire la diga foranea per ridare vita al fiume Pescara.

E’ la proposta di Mirko Iacomelli responsabile provinciale di Casapound Italia Pescara.

La demolizione della struttura e causa di insabbiamento del porto oltre che del conseguente inquinamento a causa dell’accumularsi dei fanghi che non trovano libero sbocco, consentirebbe alle correnti marine ed al fiume il loro corso originario evitando i danni che la marineria e l’intera città sono costretti a subire.

Una soluzione rapida e poco costosa rispetto alla mega opera proposta dal fantascientifico Piano regolatore portuale che, se realizzato, ucciderebbe la spiaggia pescarese con al deviazione delle correnti così come accaduto lungo il litorale sud.

Negli anni passati, fortemente voluta da una classe politica miope e arraffona, è stata realizzata una struttura contro il volere stesso della marineria.

E’ vero che favorisce un rientro più sicuro in porto ma si è trattato di un rimedio alla risacca peggiore del male.

La risacca, infatti, si è formata quando i moli sono stati ristrutturati ed eliminando i fori laterali che attutivano il moto ondoso che nasce dall’incontro delle acque del fiume con quelle salmastre marine.

Possibile che questa incapace classe politica che ci amministra da decenni non abbia mai visto le conseguenze della sciagurata gettata di cemento in mare così come la tristezza che infondono i trabocchi della banchina nord impraticabili e ormai a secco?

Eppure gli amministratori dovrebbero ben ricordare quando si andava sul molo in mezzo agli scogli dei trabocchi a pescare.

Dopo la diga foranea, di cui sosteniamo l’immediata demolizione, si profila un altro ecomostro all'orizzonte di Pescara: il piano regolatore portuale che altro non è se non una gettata di centinaia di milioni di metri cubi di cemento che non tiene in nessun conto delle tradizioni della marineria pescarese sul canale.

Il porto può essere sicuro per i nostri pescatori anche senza le solite gettate di cemento tanto care ai costruttori ma con strutture a palafitte come già studiato da Leonardo da Vinci qualche secolo fa: correnti e corso del fiume non verranno alterate, non spenderanno inutilmente 140 milioni di euro per costruire un inutile porto davanti una spiaggia con fondali sabbiosi bassissimi ovvero da continuare a sfruttare turisticamente cosi come accade da oltre due secoli e non con fantomatiche navi da crociera costrette alla rada con turisti sbarcati sui tender come accaduto, ridicolmente, in passato.

Non permettiamo a questa classe politica di continuare a deturpare e distruggere la nostra bella città: fermiamo l’inutile, danno e costoso prg portuale.

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