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Castiglione e le iniziative inutili e forse dannose, nonostante il coraggio
Alfredo Castiglione, assessore allo sviluppo economico, ha assunto l’iniziativa di visitare industrie abruzzesi con il dichiarato “obiettivo di avvicinare il più possibile l’assessorato al territorio e alle realtà imprenditoriali”, perché “questo è il momento del rilancio del nostro sistema produttivo”.

Dico subito al mio amico Castiglione di aver apprezzato il suo coraggio e la sua onestà intellettuale: perché con coraggio ci fa sapere, oggi, dopo oltre tre anni dall’insediamento della Giunta di cui è vice presidente, che “è il momento di mettere in campo quelle misure che possono realmente rilanciare il nostro sistema produttivo” e di aver raccolto testimonianze per cui deve essere aumentato il “grado di attenzione da parte delle istituzioni”.

Spiegata l’onestà intellettuale che sta tutta nel riconoscimento della debolezza (se non del fallimento) della politica regionale in questo settore, spiegato il coraggio perché papale papale il nostro assicura che finalmente dopo 38 mesi è il momento di mettere in campo le misure per il rilancio, voglio augurare al mio amico buon lavoro: se si impegna, Alfredo
il risultato lo raggiunge.

Da semplice cittadino apprezzo la dichiarata intenzione dell’assessore ma non capisco l’iniziativa, anzi la ritengo inutile e forse pericolosa.

Inutile. Perché se ha già raccolto “testimonianze ed esempi” dai quali ha tratto la consapevolezza che è urgente aumentare “il grado di attenzione” ecc, ecc, Castiglione già potrebbe dare agli operatori economici risposte semplici: si o no per assumere impegni e fissare scadenze.

Potrebbe già dire se e quando sarà riaperto il cantiere per completare, nel porto di Ortona, quelle importanti opere iniziate con l’appalto di Natale 2003, 40 milioni grosso modo di lavori che si integravano con quelli per realizzare la strada di collegamento con l’area industriale.

Con un comunicato stringato potrebbe far sapere se e quando si rimetterà mani all’adeguamento del sistema delle
infrastrutture stradali, al completamento, come per il Porto, della SS 652 per un rapido collegamento, in sicurezza, di Val di Sangro con il versante Tirrenico, opere già iniziate, indispensabili anche per disegnare una reale prospettiva di ulteriore crescita in quella zona.

Le risposte serie che il mondo della produzione si aspetta sono quelle riguardanti la problematica
del rapporto col sistema delle banche e dei ritardi insopportabili dei pagamenti dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

L’iniziativa è anche pericolosa perché le problematiche che Castiglione si propone, e che esistono, sono all’ODG del tavolo, lodevolmente istituito, chiamato Patto per l’Abruzzo, oggi rafforzato dalla certezza della disponibilità delle risorse FAS che valgono 610 milioni.

Le duplicazioni,nonostante le buone intenzioni dei duplicanti, solitamente sono fonti di confusione in ordine a come frazionare e spalmare le risorse e alle priorità.

Esiste, insomma, il pericolo che da una parte si accolga, sempre itinerando, la sollecitazione per un frazionamento a pioggia dei FAS che si scontrerebbe con l’idea – che io, per quel che vale, condivido – di un utilizzo massiccio, articolato al fine di utilizzarli per le strutture portuali, completare le strade importanti, definire gli interventi riguardanti il dissesto idrogeologico, il sostegno al lavoro e quant’altro suggerirà il tavolo “Patto per l’Abruzzo”.

Va bene avvicinare l’Assessorato al Territorio; meravigliosa la intenzione di aumentare il grado di attenzione della pubblica amministrazione per il mondo della produzione; va salutata con giubilo la scoperta che è arrivato il momento di mettere in campo quelle misure che possono rilanciare il nostro sistema produttivo, ma questa intenzione deve sposarsi con l’impegno
di comunicare solo concretezza: si parli di “misure” e si diano date e importi, come a firmare una cambiale., oppure si risponda : no, non si può.

Un tantino di umiltà (che è un valore) ci starebbe bene.

Significa che certe iniziative si attivano senza enfasi, senza proclami: stiamo percorrendo il quarto anno di governo, ragazzi!

Lo sappiamo tutti che viviamo momenti molto difficili che vengono da un lontano evidente, temporaneo e geografico.

Ma ciò non elimina il dovere della verità e della concretezza.

Giovanni Pace

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