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La sveglia è suonata, ma non basta

Non credevo di finire sulle prime pagine di tutti i giornali per le affermazioni contenute nella nota indirizzata a Chiodi, pubblicata la settimana passata su queste colonne, né tanto meno di dare uno spunto a Sergio Baraldi, direttore de Il Centro, per il suo editoriale della domenica.

Del resto, non mi pare di aver detto nulla di trascendentale o di particolarmente originale rispetto a quanto si dice da tempo negli ambienti politici ed imprenditoriali che rimproverano al governo regionale ritardi ed omissioni sulla tabella di marcia fissata nel programma elettorale del 2008 ed un metodo di governo che non si può definire improntato alla partecipazione ed al confronto con le parti sociali.

Tanto clamore si giustifica allora per una sola ragione: perché a scrivere ed a dichiarare pubblicamente queste criticità è stato un rappresentante della stessa maggioranza che sostiene Chiodi e forse perché anche altri che ne fanno parte si sono riconosciuti in esse.

Se questo è, se la pietruzza che ho lanciato è servita a creare appena qualche cerchio nell’acqua stagnante dell’amministrazione regionale, ne sono contento.

Il torpore non giova, alimenta la rassegnazione, spegne le passioni, crea malumore, distoglie dagli obiettivi individuati, impedisce di cogliere le novità e le emergenze ed il governo della Regione da tempo, certo ancor prima che mutasse la situazione politica ed economica nazionale, era in affanno per mancanza di vitalità, di dialettica interna, di confronto tra le componenti istituzionali, di elaborazione culturale e quindi per carenza di un progetto rapportabile ad una realtà in continua trasformazione.

Da mesi invocavo inutilmente una scossa, un segnale di discontinuità, una verifica politica, e spero che adesso qualcosa possa accadere finalmente.

La sveglia è suonata, ma non basta ancora se non fa sentire la sua voce anche il partito che sostiene il governo regionale, il Pdl, che pure sta mostrando nei congressi celebrati o celebrandi di non aver capito la lezione dei tempi e di attardarsi in rituali autoreferenziali ed in esibizioni ginnico-muscolari che non interessano più alla gente.

Giuseppe Tagliente
Consigliere regionale PDL