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Incontro-dibattito sull'Avvocatura organizzato dalla Camera Penale di Lanciano per il 24.02.2012.

"Ai penalisti sta a cuore difendere l'autonomia e l'indipendenza e soprattutto la specializzazione a difesa dei diritti dei cittadini, per questo anche oggi, per il secondo giorno consecutivo, hanno disertato le aule dei tribunali: per protestare contro i provvedimenti legislativi che, in questi ultimi mesi, sono intervenuti sulla materia della professione forense e, da ultimo, contro il cosiddetto decreto delle liberalizzazioni.

E per queste ragioni gli avvocati delle Camere Penali d’Abruzzo si sono ritrovati oggi al Palazzo degli Studi di Lanciano per confrontarsi con i politici e i cittadini.

Un faccia a faccia per porre subito in evidenza che la loro battaglia non può essere definita come “una iniziativa di retroguardia intesa a perpetuare assetti chiusi o privilegi economici di natura corporativa, ma di una battaglia in difesa dei valori di autonomia, indipendenza e qualificazione professionale dell’avvocato, quali requisiti indispensabili per le garanzie del cittadino, in particolare nel settore penale”.

Un confronto necessario in questo momento perché l’avvocatura non ha interlocutori.

Nella sede dell’ex Liceo frentano, si sono quindi ritrovati gli avvocati Alessandro Troilo, Mario Di Iullo, Michele Di Toro (Camera Penale di Lanciano), Giovanni Cerella (Vasto), Leonardo Casciere (Avezzano) Giulio Lazzaro (L’Aquila), Alessia Moscardelli (Teramo) Goffredo Tatozzi (Chieti) e i parlamentari Giovanni Legnini, Lanfranco Tenaglia e Fabrizio Di Stefano.

Sul tavolo, dopo gli interventi di saluto del sindaco di Lanciano, Mario Pupillo e del presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, le questioni che stanno minando l’avvocatura: la mancanza di una legge sulla specializzazione; la partecipazione di soci di capitale non professionisti; le norme sulla riduzione del periodo di tirocinio; l’eliminazione delle tariffe forensi.

Un incontro-dibattito che ha dato i suoi frutti: soprattutto c’è stata condivisione dei politici, in funzione di legislatori, per emendare la norma concernente le società di professionisti nel senso di consentire tuttalpiù la partecipazione di soci esterni in misura minimale e senza poteri di controllo o di direzione della società.

Inoltre, si è trovato un punto d’incontro sulle tariffe forensi nel senso che esse debbono rimanere ma non come vincolo per gli avvocati ma come parametro di riferimento a tutela del cittadino. In quanto alla specializzazione, si è in ogni caso convenuto sulla necessità di riprendere il progetto organico di riforma della professione forense, che giace alla Commissione giustizia della Camera".

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