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Il Commissario per il porto invitato a dimettersi

di Pierluigi Spiezia*

La consigliera provinciale Antonella Allegrino ha invitato il commissario per il porto Guerino Testa a dimettersi per risolvere il dramma dragaggio a Pescara.

Le acque della zona portuale procedono verso la secca.

l'Ispra ha deciso di non decidere sulle analisi di Arta e laboratorio nominato dalla Procura dell'Aquila che indaga sui fanghi pescaresi e ha bloccato l'ennesima draga noleggiata a suon di milioni di euro.

Anche il consigliere comunale Enzo Del Vecchio invita Testa a lasciare l'incarico: pure lui pensa che sia meglio un tecnico a gestire l'emergenza ma la Allegrino ha proposto il dragaggio stanziale per non sprecare il denaro e riciclare i fanghi per l'edilizia (visto che certamente non si potranno più buttare a mare) e creare così pure posti di lavoro.

Infatti, anche a Pescara, fino all'inizio degli anni 80, il Servizio escavazioni porti (Sep) del Ministero dei Lavori pubblici aveva una sua draga fissa, che lavorava per mantenere i livelli ottimali dell'acqua.

Il Sep è stato soppresso e il suo personale (oltre 500 dipendenti) di stanza nelle capitanerie di porto trasferito alle varie Regioni.

Lo Stato dismise quel servizio, diventato costoso e poco efficiente: meglio affidarlo ai privati, si pensò, anche perchè il Decreto Ronchi rese da allora molto difficile riversare a mare tutti i fanghi dei porti, quasi tutti inquinanti e killer della fauna marina.

La draga locale del Sep è la “Vagliena”, oggi è di proprietà della ditta Nicolaj di Pescara, famosa per esser stata (con non poche polemiche) la penultima ditta, nel 2011, a dragare il porto. Nicolaj ricomprò l'imbarcazione a un'asta, a seguito della dismissione Sep.

Il precedente dragaggio a Pescara risale al 2006, dopo anni in cui non s'era estratto più nulla dai fondali portuali che, se non puliti, crescono “a vista d'occhio, come hanno fatto notare i pescatori camminando sulle acque dell'imbocco del canale od osservando il livello del fiume vicino alle sponde, dopo il ponte “D'Annunzio”.

I fanghi si accumulano, infatti, ai lati del fiume: nel canale al centro sarebbe di 4-5 metri ma ai lati il livello scende a meno di due. Dopo il ponte sulle sponde il fondale si vede a pochi centrimetri.

Proprio dove c'era l'altra attività di dragaggio industriale che, fino agli anni 70, operava per le imprese di costruzioni, poi soppresso per via del disastro ambientale procurato al fiume, non più compatibile con le norme a tutela ambientale.

Intanto, però, si dice che mezza Pescara è stata costruita con la sabbia e la ghiaia del fiume, che veniva dragato da quel punto fino all'Aterno inoltrato.

Oggi il ritorno al dragaggio permanente a Pescara sarebbe auspicabile, magari gestito oculatamente dalla Regione, con una draga attiva per tutti i porti regionali e con non più di quattro addetti.

Non è d'accordo (ovviamente) Luca Nicolaj, che la draga in zona ce l'ha disponibile all'affitto ma certamente il suo nascente impianto di trattamento dei fanghi da dragaggio che sta aprendo a Città Sant'Angelo merita che l'Abruzzo cominci a riflettere sull'opportunità di attivare una filiera, con un impianto che potrà trattare i fanghi anche per il recupero a fini edili, con destinatari finali sia i cementifici sia le ditte di calcestruzzi.

“Estrarre i fanghi costa 10 euro a mc – dice Nicolaj – depurarli costa circa 40-50, ma si smetterebbe di svuotare le cave riciclando i fanghi dragati che in mare non possono andare più”.

Nicolaj stima per difetto in circa 500mila mc di fanghi pescaresi da dragare a 50mila l'anno, solo nel canale.

Se aggiungiamo il fiume e la sabbia dentro la diga foranea arriviamo a oltre il milione.

A 10 euro al mc, fa dai cinque ai 10 milioni di euro, al netto dei trattamenti. L'ultimo decreto, per il dragaggio in sospeso, ha stanziato un budget di due milioni di euro.

Questo per affrontare l'emergenza e permettere ai pescatori di lavorare. Risolvere definitivamente il problema per ripristinare attracchi di aliscafi e crociere, è un altro paio di maniche.

Per questo la questione draga stanziale è tutt’altro che da scartare, come ha frettolosamente replicato Testa.

*Pescara & Pescara

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