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Dopo il delirante Monti che afferma "Il posto fisso è noioso", con la coerenza di chi è al contempo Senatore A VITA (più fisso di così non so cosa ci possa essere), arriva Martone, a etichettare come "sfigati" tutti coloro che non si laureano in tempo utile.
Di Jessica Verzulli
Sembra essere già tanto, da parte di un Governo che non aiuta i giovani e le famiglie, aver sentito queste parole. E mentre ci sentiamo, come si dice dalle nostre parti "curnut e mazziat'!", scopriamo che non c'è fine al peggio. Con l'effetto domino scoppia infatti anche la Cancellieri, dichiarando che i giovani non trovano lavoro perché vogliono stare "fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà".
Basterebbe esaminare i curriculum di questi soggetti, per farli cadere nel paradosso e nel ridicolo. Tutti provenienti da famiglie abbienti, che hanno studiato in Università private, senza bisogno del lavoretto part-time per pagarsi gli studi, con un posto di lavoro pronto e ben retribuito, ad aspettarli insieme alla corona d'alloro.... . Mi chiedo, ma di cosa stiamo parlando? E soprattutto, con chi?
Benissimo instaurare un costruttivo dibattito sulla mobilità lavorativa, ma da lì ad essere insultati, proprio non ci stiamo.
Una volta il posto fisso era un diritto, ora è diventato un privilegio. Vorrei che questi grandissimi tecnici dell'economia mondiale, che ritengono il "tempo indeterminato" un contratto passato e fuori moda, ci spiegassero con lo stesso convincimento, come fare a sposarci, metter su famiglia, comprare una macchina o un televisore, senza la garanzia di una retribuzione sicura e costante. 
Tempo fa anche Padoa-Schioppa, economista importante quanto loro - Presidente del Fondo Monetario Internazionale - ci aveva siglati come "bamboccioni"... insomma, mentre loro fanno di tutto per negarci garanzie per il futuro, si prendono anche la libertà di insultarci.
Concludo con un altro detto, oggi più attuale di ieri: "Il sazio non conosce il digiuno".