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Lega Nord contro interventi inappropriati sul Saline

Appare incomprensibile l’entusiasmo con cui il presidente dell’associazione Patto per Montesilvano ha accolto la notizia dei recenti lavori che hanno interessato le sponde alla foce del fiume Saline.

Al contrario, per la Lega Nord Abruzzo è a dir poco vergognoso, se non addirittura grottesco, definire lo scempio operato con ruspe ed escavatori, dall’area della foce del Saline, fino ai ponti di collegamento stradale con Città Sant Angelo, un attività di ripristino ambientale.

Non è concepibile ne previsto, ne tantomeno logico, devastare un intero sito di macchia mediterranea composto di specie arboree quali l’Rubus ulmifolius e Phragmites australis, fondamentali per tipologia, estensione e ubicazione alla sosta e nidificazione della fauna aviaria migratoria e stanziale, alla generazione dei flussi iporeici fluviali e alla fitodepurazione, e farlo passare spacciandolo per “bonifica ambientale”.

La distruzione volontaria di un intero Habitat, per quanto compromesso sotto il profilo chimico o organolettico è un crimine contro natura e non un azione di salvaguardia.
E’ come dare fuoco al proprio cane per liberarlo dalle pulci…e far credere a chi osserva che è per il suo bene!
Tale pressappochismo e deleteria azione è decifrabile solo per fini diversi da un ripristino ambientale:

Totale incompetenza e totale assenza di cultura ambientale.
Totale disprezzo e arbitraria prevaricazione delle norme di cui al Dlgs 152/2006 (Testo Unico in Materia Ambientale), della Legge 157/92, la Direttiva 79/409/EEC, la Convenzione di RAMSAR e di Berna, la Direttiva 92/43/CEE, e tutte le norme direttamente e indirettamente correlate allo sviluppo sostenibile e alla tutela degli ecosistemi e della fauna che vi dimora.
Totale assenza degli organi di vigilanza e controllo, verifica e gestione.

Totale ignoranza sugli effetti a breve, medio e lungo termine sull’ambiente e di riflesso sulla cittadinanza.
Strumentalizzare l’ignoranza di una cittadinanza che è obbligata a subire le scelte di pochi, o peggio esaltare o sfruttare la naturale sensibilità ambientale per compiere disastri, è l’ennesima manifestazione di una politica votata alla catastrofe: l’incompetenza che da oltre 10 anni si avvicenda sulla gestione del SIN Saline è palesemente frutto di una politica incapace e impreparata sotto il profilo tecnico.

La distruzione e sterminio dell’ecosistema della foce del Saline è, secondo un obbiettiva e diffusa sensazione, solo l’antefatto per l’ennesima regalia a chi dovrà realizzare i nuovi ponti, a chi ha ricevuto un pagamento per aver “sbancato” l’area perifluviale con le ruspe, e chi, con questa azione di finto recupero ambientale, potrà continuare a vedere ancora impuniti i propri scarichi, godendo di un falso “stiamo facendo qualcosa” del comune, continuando a distrarre dalle fonti di inquinamento attuali dalle azioni da intraprendere.

Quando si stà male ci si rivolge ad un medico, non al calzolaio, e del Saline oggi ne parlano tutte le componenti, politiche ed associative maggiormente incompetenti: ci si interroga se qualcuno di questi “luminari” della parola, conoscano in nome di almeno 4 specie ittiche endemiche che vivono nel Saline, di almeno 5 specie arboree protette, di almeno 2 punti di casse d’espansione o flusso meandriforme alterato, di almeno 1 dei punti d’ingresso dei Policlorobifenili o diossine.
Il Saline è malato ed ha bisogno di un “medico”: non di ciarlatani, stregoni e vecchie volpi.