Stampa
Visite: 637

Possiamo farcela, ma a condizione che… 

Nel 2012 vanno a scadenza titoli di Stato per 317.716 miliardi di euro, dei quali 179.277 nei primi sei mesi ed i rimanenti 138.439 nei successivi.   

Oltre a questo nel primo semestre dell’anno entrante andranno in scadenza 240 miliardi circa di euro di obbligazioni bancarie e finanziarie e 60 miliardi di obbligazioni industriali. 

I prossimi mesi segneranno quindi un passaggio delicatissimo per il nostro Paese, che se non riuscirà a riguadagnare la fiducia del cosiddetto mercato, in altre

e più appropriate parole dei risparmiatori e degli investitori, rischia davvero il default.

Rispetto a questi dati e soprattutto a questa prospettiva agghiacciante, non mi sembra tuttavia che le misure adottate sinora risultate efficaci e tanto meno mi sembra sia mutato l’atteggiamento della politica, tutt’ora ondivaga tra un atteggiamento di adesione al governo Monti e la tentazione di staccargli la spina appena possibile.

Ne fanno fede le recenti dichiarazioni di Bersani, per il quale dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (una legge, pensate che risale addirittura al 1970) non si debba neanche parlare ed anche quelle di taluni esponenti di vertice del centrodestra che hanno criticato, forse più del dovuto, la manovra Salva Italia.

Cosi come ne fanno anche testimonianza i furori uterini della Camusso e le invettive piazzaiole dei rappresentanti della Cisl, della Uil e degli altri sindacati.

Non voglio ripetere quanto ho già scritto nelle settimane scorse, ma ritengo che proprio questo spread, questo differenziale tra quanto si dovrebbe fare e quanto invece si fa, sia all’origine dello spread finanziario che incombe drammaticamente sull’Italia.

Fintanto che l’Italia continuerà ad offrire l’immagine di un paese litigioso, ingovernabile, irresponsabile, ignaro del rischio che corre non si rassicureranno i mercati e non si invoglierà nessuno ad investire in buoni del Tesoro,neanche se il tasso degli interessi dovesse superare la soglia (fatidica) dell’8%.

Il segnale che in questo momento occorre dare, oltre ai tagli ed all’aumento delle tasse che di per se non possono essere esaustivi, deve essere soprattutto di natura politica con una presa di coscienza che in questo momento e necessaria un’intesa ed una collaborazione intorno al comune interesse di traghettare l’Italia oltre le sabbie mobili in cui può cadere.

La Spagna, che si trovava sino a qualche mese fa in condizioni peggiori dell’Italia, ha dato una risposta di questo tipo e ce l’ha fatta.

Possiamo farcela anche noi, ma a condizione che…

Giuseppe Tagliente
consigliere regionale PDL