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La Regione Abruzzo è in ostaggio a 150 burocrati del personale

Per Carlo Costantini, capogruppo Idv in Consiglio regionale d'Abruzzo ''il quadro che emerge anche quest'anno dal bilancio all'esame in queste ore dell'Assemblea è chiaro: circa 150 burocrati tengono in ostaggio un'intera Regione, con la complicità di un Presidente che li asseconda in tutto, a partire dalla scelta di un assessore al Personale (Federica Carpineta) inadeguato a fronteggiare i volponi ed i marpioni che governano questi processi''. 
''La loro missione - sostiene Costantini - è la conservazione delle rendite di posizione e l'aumento costante dei guadagni, chiunque sia costretto a pagarne le conseguenze. Una missione estremamente semplice se i burocrati regionali, chiamati a confrontarsi con una classe dirigente debolissima da un punto di vista culturale, prima ancora che politico, di fatto continuano ad essere nella condizione di imporre qualsiasi decisione.

Come'?''. Da' una sua spiegazione, il capogruppo Idv: ''In primo luogo ritardando tutte le innovazioni che, introducendo obblighi, automatismi e semplificazioni, comprometterebbero le loro posizioni di potere; ed allora ecco che in Abruzzo, cittadini ed imprese che si rivolgono alla pubblica amministrazione per un parere, un nulla osta o qualsiasi altra autorizzazione, spesso sono costretti ad aspettare mesi ed a volte anni, pur essendo oltre 2.000 i dipendenti della Regione''.

''2.000 dipendenti - osserva - organizzati talmente bene dai loro dirigenti (quelli strapagati) che non bastano neppure a tenere aperto il 27 dicembre l'ufficio addetto alla ricezione della posta; 2.000 e più dipendenti - ai quali a breve andranno ad aggiungersi altre centinaia che arriveranno dalle Province - che costano quasi 110.000.000,00 l'anno (al netto di quelli delle Asl) e che il governatore Gianni Chiodi sino ad oggi non ha avvertito minimamente la necessità di riorganizzare''.

''E tutto ciò - rileva ancora - nonostante le leggi sulla semplificazione, il codice dell'amministrazione digitale e, piu' in generale, la diffusione di internet, impongano già da alcuni anni nuovi modelli organizzativi che, ove adottati, avrebbero da tempo consentito di contenere la spesa per il personale e di elevare i livelli di efficienza della pubblica amministrazione''.

Sempre Costantini. ''Ed invece continua ad accadere il contrario. Accade che nelle proposte elaborate dall'Ufficio personale della Regione il fondo per la retribuzione di risultato continui ad aumentare, anche se diminuisce il numero dei dirigenti.

Ed accade persino che i responsabili di Uffici in servizio possano ricoprire, a pagamento (con il 50% dell'indennità di posizione prevista per l'Ufficio) i posti di altri responsabili di Ufficio lasciati scoperti per oltre 30 giorni (art. 1 bis della finanziaria oggi all'esame dell'Aula)''.

''Ad un cittadino comune, un artigiano, un professionista o una persona qualunque verrebbe spontanea una semplice ed ovvia constatazione - sottolinea - Se questo funzionario puo' assumere contemporaneamente, oltre alla propria, anche la responsabilità di un altro o di altri servizi, come minimo vuol dire che quello che fa ordinariamente non lo impegna a tempo pieno.

Oppure, se la Regione sopravvive nonostante la mancata copertura di questi posti vacanti, piuttosto che farli ricoprire da altri, forse andrebbe valutata la possibilità di sopprimerli, nell'ambito di un processo di riorganizzazione che proprio per questo sono riusciti ad impedire, godendo della complicità di Chiodi. Ma la verità, ''amara'', è che qui, in Consiglio regionale, conclude l'esponente Idv ''le persone normali sembrano marziani e quello che pensano loro continua a non contare nulla; spero davvero ancora per poco; anche se qui, in Consiglio regionale, non siamo poi in molti a sperarlo''.

 

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