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Costi della politica: la polemica che svela l'insoddisfazione generale

di Jessica Verzulli
Di questi tempi si parla tanto di casta e di costi della politica. Alcuni sono aberranti, altri semplicemente assurdi.
La polemica è incentrata non tanto sui costi della burocrazia e sulle sue lungaggini, quanto più su stipendi, finanziamenti, e rimborsi spese dei politici.
Ma dove ci porta questa continua discussione, che sovente sfocia  in manifestazioni di violenza sociale?   
In realtà, per quanto condivisibile sia la richiesta generale del livellamento dei privilegi di questi pochi, la stessa ci porta alla conclusione che esiste un'insoddisfazione generale per l'inefficenza dei politici italiani (e di certo non è una scoperta).
Se nel sentire popolare la classe dirigente svolgesse bene il suo compito, chi si lamenterebbe dei loro stipendi? Chi si lamenta degli stipendi di un medico, quando risolve i problemi o addirittura salva delle vite? Nessuno! Il paragone è lo stesso, la classe politica è come il medico specialista: chi non ha mai sentito dire che vale la pena spendere di più per un dottore maggiormente qualificato, se alla fine risolve il problema!?
E così, con questo intricato quanto lontano paragone, capiamo che dietro un problema reale come quello dei costi della politica (ma che non è di certo la causa della crisi economica che stiamo attraversando), si cela il senso di inadeguatezza per la nostra classe dirigente, che non vediamo meritevole di tali privilegi.
D'altra parte c'è chi, come me, crede che in un momento di sacrificio generale, anche la "casta" debba metter del suo per contribuire allo sforzo di un Paese in affanno, dove piccoli passi sono stati già fatti dal Governo Berlusconi, anche se ancora molto si deve fare.
Il problema, secondo me, non è solo tagliare, ma anche giustificare per dare un senso alla spesa pubblica, rendendola davvero "pubblica" e non individuale.

Presciendendo dal paragone su chi è peggio e chi è meglio (essendo io di parte), è ovvio che l'epidemia del "tanto sono tutti uguali", dilaga sempre più.
Tutto ciò, è in realtà a mio parere dovuto all'appiattimento di ideologie e culture di parte, laddove la politica non è più in grado di governare l'economia, ma è l'economia, che decide per la poltica, rendendo le linee programmatiche elettorali, molto più vicine di quanto non siano mai state.

La polemica sui costi della politica cela dunque, parte di quanto detto in pillole, nascondendo quali sono i reali problemi non solo dell'Italia, ma di tutta l'Europa, attaccata a rotazione dalla speculazione finanziaria.

Sono altrettanto sicura che c'è qualcuno, che cavalcando l'onda del populismo dietro il gossip fatto della vita privata di un Presidente del Consiglio ieri, e di una polemica sui costi amministrativi oggi, trae un grande vantaggio: quello di non svelare quali reali problemi si celano, dietro questa devastante crisi economica.

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