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La manovra “salva Italia” si sta rivelando piuttosto deludente e deludenti appaiono le performance dei protagonisti che si affollano sul teatrino della politica italiana.

A partire dal governo, dal quale mi aspettavo scelte più coraggiose e che invece ha subito smorzato i toni e le proposte iniziali mostrandosi arrendevole alle richieste delle lobbies e delle caste (che abbiam visto proprio in queste ore non sono soltanto quelle dei politici).

Da una compagine di tecnici, nata sull’onda della resa della politica e che per mancanza di ipotesi alternative può muoversi a dispetto della politica stessa, mi aspettavo decisamente di più.

Lo scrivevo la settimana scorsa su queste pagine: troppa svogliatezza e timidezza mi pare di scorgere rispetto alla lotta all’evasione; alle liberalizzazioni delle attività professionali che operano in regime di monopolio; alle pensioni, alle tasse, al lavoro, al welfare, alla riduzione degli sprechi delle Istituzioni pubbliche.

Non meno sconfortanti le prove offerte dai partiti che hanno dato fiducia al governo, smarcandosi dalle posizioni populiste

della Lega, dell’Idv, dell’estrema sinistra e dalle sollecitazioni dei sindacati.

La tentazione da me paventata che i partiti vogliano recitare, la parte del “convitato di pietra”, cioè di semplici spettatori soltanto, mi sembra si stia manifestando con assoluta chiarezza, come testimoniano le vicende delle discussioni parlamentari di questi giorni.

Una tentazione che si appalesa anche nel centrodestra, che invece dovrebbe, come non mi stanco di ripetere, incalzare attivamente il Governo Monti sulla strada del rigore e del risanamento dei conti pubblici e garantirgli in Parlamento quel sostegno che la sinistra non sarà mai capace di dargli fino in fondo per mentalità e per necessità di coesione interna.

Se, come hanno detto alcuni commentatori, quella che si sta combattendo, seppur con altre armi, è la terza guerra mondiale, il centro destra non abbia esitazioni ad appoggiare Monti.

“Se cadendo l’euro cade l’Europa e nessuno prenda per garantiti altri 50 anni di pace in Europa”, come ha detto l’antipaticissima cancelliera tedesca, allora il PdL non si faccia alcuno scrupolo di dare una mano a chi ha oggi sulle spalle il compito di guidare il Paese.

In tempo di guerra l’atteggiamento della destra è sempre stato diverso da quello neutralista o sovversivista di certa sinistra antinazionale.

Giuseppe Tagliente

Consigliere regionale PDL