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L'indignazione del contribuente!

di Tullio Parlante

Siamo "costretti" a pagare una tassa che indietro non ci riporta nulla, ma, al contrario, favorisce uno sperpero di danaro pubblico che va ad alimentare i conti corrente di persone che "forse" nella vita tutto potrebbero fare meno che quello di apparire in miseri programmi di bassa levatura culturale.

Dopo oltre un anno dalla comparsa del virus, buona parte del Paese è fermo.

Quindi, perché bisogna spendere una marea di denaro pubblico per metter su delle trasmissioni che ormai da anni non dicono più nulla?

In particolar modo uno, ma, ogni riferimento è puramente casuale.

Quando si leggono di cifre da capogiro offerto a personaggi insignificanti e discutibili, quantificabili economicamente con lo sperpero di molti danari pubblici per la semplice presenza quantificata in ore, all'interno di uno spettacolo che fa venire il mal di testa a chi la guarda, qualche dubbio pervade la mente umana.

Siamo pieni di carrozzoni di pura inutilità che ci porta a fare delle serie considerazioni oggettive rivolte anche al mantenimento economico di personaggi ceramici (materiale plasmabile costituito da argilla, creta, caolino impastati con acqua) insignificanti sotto il profilo professionale.

Inutile continuare a cercare in tutti i modi di mettere in piedi un'accozzaglia di figure patetiche che non rendono nulla a livello di offerta.

Un servizio alla collettività ha un costo che necessita di un riscontro oggettivo di abbattimento dello stesso, non di una caducità (la qualità delle cose destinate a cadere o perire) esemplare che mortifica gli anni del vero intrattenimento musicale che era il faro illuminante della gioventù degli anni settanta.

La decadenza u/morale e musicale di tutto ciò che era parte integrante della storia e dell'essere parte attiva all'interno della melodia musicale, ci porta oggi a poter fare un distinguo oggettivo nel ricercare e riqualificare quell'attenzione economica che porta un modello di rendicontazione diametralmente opposto a quello delle laute mance a impresentabili personaggi che dovrebbero pagare loro per essere in video. 

Utilizzare risorse pubbliche per allestire dei baracconi che non danno più nessun tipo di risultato, significa voler disattendere le aspettative di quella buona parte di cittadini che vedono - in quello spreco di danaro - un investimento migliore.

L'indignazione che pervade la maggior parte degli utenti televisivi è quello che, siccome l'offerta di stato è nettamente negativo rispetto al privato, comunque bisogna pagare una tassa inutile e esorbitante.

Non se ne può più di vedere questi pseudo presentatori di programmi inutili prendere lauti compensi per offrire il nulla, televisivamente parlando. 

Finché avremo una televisione votata alle segreterie di partiti, non se ne verrà fuori.

Il pagamento di un servizio non può andarsi a caricare sulla inefficienza gestionale di personaggi che non guardano al vero prodotto della comunicazione, come bene motivazionale nel pagamento di una tassa, ma bensì soltanto al loro lauto tornaconto economico. 

Tuttavia, se persistono le condizioni affinché questo stato di cose continuino, è perché ci sono sempre milioni di italiani che riescono a digerire certi programmi televisivi.

tutti pazzi per la Civita

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