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Il cervello bisogna che sia sempre collegato

di Tullio Parlante

Bisogna fare sempre molta attenzione.

Spesso si ripete che bisogna dare sempre un certo peso alla parola, e, bisogna stare attento anche a come si dicono certe cose.

Ovvero. I personaggi pubblici, tipo uno scrittore, una giornalista etc…etc… quando parlano o accusano qualcuno che non rispecchia il loro modo di fare e di appartenenza politica, non possono essere violenti nell’utilizzo di parole che offendono sempre e solo i soliti ignoti.

Anche perché, non fanno altro che latrare e ululare all'interno del nulla.

Comunque, al di là di come la pensino questi conduttori liberal chic che - non prendendo le distanze da certi comportamenti verbali perché "indubbiamente" di parte - si preoccupano solo di avere ragione nel rispettare le direttive editoriali del padrone, altro non fanno che alimentare quest'odio feroce (che già esiste in abbondanza) verso la politica, colpevole di non essere capita o di essere capita o.... essenzialmente di parte, a.......prescindere.

Un rimedio a tutto ciò potrebbe esserci?

Certamente, fin quanto ci sarà una parte sociale dell'alta nobiltà dei radical chic che si sentirà in diritto di dire e offendere in tutto e per tutto, non si riuscirà a riequilibrare una dialettica che merita discussione.

D'altronde, se dei personaggi pubblici vivono nell'incubo perenne di avere sempre davanti agli occhi la presenza di Salvini, certamente vivono un'esistenza di misera miseria.

Si può anche non condividere delle scelte e il modo con cui vengono argomentate, ma, da qui e infangare la quotidianità di un personaggio politico perché è distante anni luce dal proprio modello "democratico" ne passa d'acqua sotto i ponti.

La potenza e l'occasione della ribalta del piccolo schermo, che permette di entrare nelle case degli italiani, non è un buon motivo per potersi sciacquare sempre la bocca di improperio (espressione rabbiosa e irriverente) verso coloro i quali hanno un'idea e un approccio diverso dal proprio modello di arroganza senza nessun tipo di argomentazione.

La continua offesa e denigrazione (opera di svilimento di qualcuno o qualcosa nello specifico dell'avversario politico) è motivo di vera cialtroneria (comportamento privo di serietà e correttezza nei rapporti umani) indirizzato a un modello di società che non si condivide, pur riconoscendone "magari" dei meriti.

Ecco perché, prima di ogni altra cosa andrebbe verificato che il cervello sia collegato prima di dire stupidaggini e fesserie.

Se si continua su questa strada, irta di odio politico, dove l'arroganza e la presunzione la fanno da padrona, non si uscirà mai da questo percorso che sta lacerando le nostre idee già in procinto di collasso all'interno di questo paradosso (procedimento logico in cui la premessa e la conclusione sono in contraddizione) politico.

Riflettere prima del dopo, significa non aizzare gli animi già in difficoltà politica laddove la violenza verbale potrebbe creare più danno di quella fisica.

Significa dare una motivazione a una linea guida di ragionamento che, magari, pur non condivisa comunque arriva al risultato finale che è quello della normale e pacata discussione nella condivisione di atti e momenti con cui accettare una convivenza politica.

Perché, il fine ultimo di qualsiasi considerazione che offende a..........prescindere, rimane quello di esasperare gli animi di chi la pensa diversamente, senza tener conto che la dialettica politica ha bisogno di ben altro per uscire da questo modello comunicativo volgare e spesso surreale.

Lo dimostra l'ascolto della comunità nel momento in cui qualcuno pone sul piatto della democrazia il ritorno al voto.

tutti pazzi per la Civita     

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