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Dovrebbero esserci delle motivazioni

di Tullio Parlante

Nella lettura quotidiana di vari giornali, veniamo a conoscenza che il Consiglio Comunale di Chieti, all'unanimità, ha concesso la cittadinanza onoraria allo studente bolognese Patrik George Michael Zaki Suleman.

Definizione di cittadinanza onoraria: è un riconoscimento concesso da un Comune o da uno Stato a un individuo ritenuto legato alla città per il suo impegno o per le sue opere.

Premesso che di cittadini illustri, che potrebbero sperare in questa concessione, ce ne sono più di uno, non si riesce a capire (parlando da uomo della strada che non conosce approfonditamente le norme o le motivazioni che regolano questi slanci di solidarietà politica) il perché questo studente abbia avuto questo riconoscimento, considerando anche che "probabilmente" non sa neanche dov'è posizionato "geograficamente" la città di Chieti.

Tuttavia, non facendoci illusioni, non possiamo non fare riferimento alla grande nobiltà della sinistra, sempre presente e attenta nell'evidenziare le violazioni delle libertà individuali, che continuamente ha bisogno di bere al calice della "violazione" dei diritti inviolabili dell'uomo. 

Diversamente, senza argomentazione alcuna, non riesce a calamitare quella quantità di interessi che sono il catalizzatore del loro modello politico.

Certamente, sia Patrik che coloro i quali hanno delle difficoltà, all'interno della giustizia di altri popoli, meritano rispetto e attenzione.

D'altronde, in questo tracciato di considerazione, senza urtare la suscettibilità di nessuno, rimane indiscutibile porsi delle domande per cercare di capire le motivazioni di questa concessione.

Ovvero. Che tipo di legame ha mai avuto Patrik con la città di Chieti? Che tipo di opere ha offerto alla città di Chieti?

Viene spontaneo dire: ai posteri l'ardua sentenza!

D'altronde, una maggiore attenzione alla risoluzione dei problemi locali lascerebbe poco spazio d'attenzione al bisogno di illuminazione politica nel porre - all'attenzione della collettività - un modesto problema di cittadinanza.

Riportando l'attenzione alle note trascritte, non possiamo che prendere atto della nobiltà del gesto, ma, cercare di far passare la notizia come momento illuminante che guarda ai bisogni e alle necessità dell'inviolabilità dei diritti che vengono sanzionati con il sapore di una carcerazione ideologica, ci induce a fare una considerazione di carattere politico.

Pur considerando la validità dell'atto (tenuto conto che si può anche dissentire nel non riconoscere delle valide motivazioni) non possiamo non considerare la perdita di lustro quando si cerca in tutti i modi di osannare, con il credo della sempre verità in tasca, atti e fatti di una sinistra perfetta che demonizza chi non la pensa come loro.

Le pressioni sui Governi non democratici non si fanno con le concessioni delle cittadinanze onorarie, si usano altri sistemi democratici che permetteranno di raggiungere lo stesso risultato.

tutti pazzi per la Civita