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L’arroganza, costume del terzo millennio!

di Tullio Parlante     

La fragilità umana, che si è persa nei meandri del tempo, potrebbe anche avere un’attenuante, se non fosse che la spregiudicatezza caratteriale non portasse singoli individui a esprimersi e comportarsi come bestie.

Ovvero, come quel ciclista che ha violentemente offeso, nell’esercizio delle proprie funzioni, quell’autista di bus della Panoramica che si è dovuto sorbire, oltre alle ingiurie, anche degli sputi in faccia.

Personaggi del genere, convinti che con la forza e l’arroganza sono sempre dalla parte della ragione, non anno nessun tipo di attenuante, laddove il diritto di aver commesso una forzatura stradale impone “quantomeno” le scuse verso la correttezza del guidatore del bus.

Il rispetto delle norme stradali, inteso come il non sorpassare sulla destra, etc... etc... viòla quella forma di rispetto che mette in serio pericolo tutti coloro i quali sono tenuti all’osservanza delle norme stradali.

La violenza verbale verso un lavoratore che pone l’attenzione sulla pericolosità della manovra – con un colpo di clacson – evidenzia l’attenzione venuta a mancare nel momento in cui il ciclista si era convinto che la strada fosse di sua proprietà.

Non è così. Non funziona così. Al contrario.

Se la freddezza del guidatore del bus non fosse stata carica di professionalità e sangue freddo, il ciclista, nella seppur totale negligenza stradale, poteva andare incontro a una soluzione ben diversa da come si sono svolti i fatti.

Essere mortificati e subire passivamente l’affronto di un soggetto maleducato e insignificante sotto il profilo umano, denota la grande responsabilità professionale che questi personaggi – alla guida di questi grandi mezzi occupandosi quotidianamente della nostra sicurezza stradale – anno nel non scendere a compromessi anche quando la loro dignità di lavoratori viene messo a dura prova da questi squallidi episodi di bassa cultura sociale.

Certamente se ci fosse una giustizia capace anche di prendere provvedimenti del genere, creando i presupposti a questi bifolchi della strada di non essere più recidivi, probabilmente, molti episodi di squallore educativo sarebbero centellinate.  

Tuttavia, ringraziando sempre e comunque questi operatori della strada, non possiamo non considerare che la scorrettezza e la scarsa educazione sono elementi imprescindibili del nostro amaro quotidiano che mette “a volte” in grave soggezione tutti coloro i quali del rispetto delle norme e della buona educazione ne hanno fatto un punto di riferimento sociale.

Anche perché, la volgarità di questi penosi personaggi non dovrebbero trovare terreno fertile all’interno delle istituzioni a cui tutti noi ci abbeveriamo.  

 tutti pazzi per la Civita

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