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Essere o non essere! Sbagliato. Mollo o non mollo la poltrona?

di Tullio Parlante

Quando si legge o si sente solo il cognome Zingaretti, viene subito in mente la grandezza di un grande attore di cinema e teatro.

Quando poi, si ascolta il nome, questa soave visione melodica mentale di colpo svanisce, facendo spazio a una tremenda delusione.

Come si fa a sostenere che se il risultato delle regionali saranno negative per la compagine di governo, lo stesso, non sarà preoccupante per la stabilità del Governo? 

Certo, se ascoltiamo le prebende (inteso come guadagno politico) dell'alta nobiltà di sinistra, le varie considerazioni potrebbero anche avere una loro valenza (la capacità di un elemento chimico di combinarsi per dare origine a un composto) se non altro perché - sulla scena politica - a livelli di contraddizioni e salti carpiati con avvitamento, ci sono dei grandi maestri. 

Sostenere che se la maggioranza dei Parlamenti Regionali saranno a guida di centro/destra non avranno nessuna conseguenza sull'attuale Governo, significa non avere più argomentazioni di discussione.

D'altronde, i radical chic di sinistra, temerari nel diffondere le loro sacre verità in contrapposizione con le ignobili menzogne di destra, hanno già dato dimostrazione comportamentale nel far credere che gli asini volano. (sempre con il massimo rispetto verso questi meravigliosi quadrupedi)

Si sta facendo di tutto per incasinare questo già incasinato Paese.

I continui litigi delle due anime di Governo, diametralmente opposte ma vicini per calmierare il tempo, pur sapendo che sono minoranza di Paese (con sottomissione è lecito e doveroso ricordare, onde dar spazio alle orde di barbari che della colla ne hanno fatto un totem di adorazione, che la nostra è una Repubblica Parlamentare quindi a scanso di equivoci si ripete che abbiamo un Governo lecito nelle sue funzioni) si comportano sempre come le "famose " tre scimmiette. NON VEDO - NON SENTO - NON PARLO. 

Riportare tutta la discussione politica al mantenimento di una poltrona, denota la scarsità di equilibrio che crea disorientamento sociale laddove la comunità ha necessità di capire e sapere le linee comportamentali.

Non v'è dubbio che la lotta furiosa, all'interno delle varie segreterie di partito, crei scompensi politici tali da fare rabbrividire chi o coloro i quali credono ancora in una sana discussione democratica.

Tuttavia, quando le imperfezioni politiche arrivano alla sommatoria di atti - fatti e numeri che cominciano a spaventare, qualche dubbio comincia a balenare anche all'interno della coscienza di chi ha sempre avuto una visione politica ben delineata come faro guida del proprio sistema ideologico.

Ovvero. Una determinata situazione non può sempre avere all'oggetto una formula sbagliata come, per esempio: siccome nel Paese più della metà dei cittadini la pensano diversamente, pur di non andare a votare, utilizziamo e accettiamo qualsiasi compresso che ci permette di rimanere incollati al nostro "potere"

Se questa tesi dovesse essere o risultare giusta, credo che qualche riflessione andrebbe fatta.

Lo scollamento dalla poltrona politica, dovrebbe essere parte integrante del concetto di capacità oggettiva nel rappresentare e migliorare le varie possibilità intrinseche che esistono all'interno di questa giovane e meravigliosa democrazia.

tutti pazzi per la Civita