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Credo si possa dire abbiamo raschiato il fondo!

di Tullio Parlante

Come si fa ad avere “ancora” fiducia nella politica?

Come si fa a dire al cittadino di andare a votare? Chi ci dovrebbe, eventualmente, rappresentare? Etc. Etc…

Come fanno i circa duemila amministratori locali e – per adesso – cinque parlamentari, scesi così profondamente in basso sotto la soglia dell’arroganza e della vergogna rimanendo al loro posto dopo aver letto ciò di cui sono vergognosamente accusati?

In uno Stato di “vero Diritto” questi personaggi sarebbero già a casa.

A che squallore ideologico dobbiamo ancora assistere, quando per certo sappiamo che molti non anno ricevuto né la cassa integrazione né le seicento euro? (inteso come partite iva)

Finché la politica sarà fatta da personaggi dell'ultima generazione - considerando che con il senno del poi oggi dobbiamo rivalutare più volte la prima repubblica - che per un posto in prima fila hanno disintegrato tutte le loro ideologie politiche del vaffa, questa fragile democrazia avrà bisogno di grande supporto energetico democratico per potersi ricostruire una corazza politica degna di questo nome.

Se le parole non sono altro che deboli garanzie, questa componente politica ne ha fatto un baluardo dell'arroganza.

Finché la politica non comincerà a ri-dare il buon esempio, sia nelle scelte di rappresentanza che nell'amministrazione della cosa pubblica, precipiterà sempre di più all'interno del buio totale dell'indifferenza popolare.

Quando si va oltre la vergogna (profondo e amaro turbamento interiore che ci assale quando ci rendiamo conto di aver agito in maniera riprovevole o disonorevole) nell'approfittare di un minimo monetario economico, non ci sono o ci dovrebbero essere attenuanti nell'isolare e allontanare dalla vita politica questi personaggi che sono arrivati a raschiare il fondo della vergogna umana.

Il declino politico a cui stiamo miseramente assistendo, è la consapevolezza che stiamo per arrivare al punto di non ritorno. 

"Approfittarsi" di denaro pubblico (considerando che in base alla legge i richiedenti ne avevano diritto non foss'altro se la stessa legge fosse stata scritta con le mani anziché con i piedi) in un momento in cui si fa fatica a mettere il pranzo con la cena, denota un inqualificabile menefreghismo soggettivo che le segreterie dei partiti devono tenere in considerazione. 

Diversamente, quel poco di simpatia, fiducia e buona disposizione d'animo verso la politica in generale, si frantumerà in mille pezzi.

Il bisogno di generosità politica e certezza del futuro, deve o dovrebbe essere il motore trainante della consapevolezza umana a cui si lega il proprio destino individuale nel momento in cui - dietro un paravento - esprimiamo la nostra scelta politica.

Finché non si ritornerà allo stato puro delle condivisioni politiche che migliorano soltanto l'apporto qualitativo del vivere quotidiano, con tanto/tantissimo pelo sullo stomaco non possiamo che dire e essere propositivi - verso questo triste modello di politica dilettantistica - in un cambio di tonalità e di ingranaggio negli anni avvenire.

tutti pazzi per la Civita