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Meno male che siamo in democrazia!

di Tullio Parlante

Ma come si fa a sostenere che se dovesse cadere questo Governo non si va ad elezione?

Ma sono sempre convinti - i radical chic - che il popolo italiano abbia l’anello al naso? (sempre con il massimo rispetto verso quegli animali che lo devono ancora subire)

Se è vero – come è vero – che i governi di coalizione hanno sempre dei momenti di fibrillazione nelle scelte, è altrettanto vero che questo governo sta dimostrando, con lotte tribali e litigi continui, un’incapacità totale nel governare. 

Assistere quotidianamente a questo stillicidio mediatico nel non portare avanti ciò che serve al Paese, denota la grande capacità d'arroganza che vede i "padroni" di Montecitorio e Palazzo Madama spadroneggiare, difendendo sempre e solo l'indifendibile. 

Abbiamo avuto, in passato, molti governi che non riuscivano a combinare nulla.

Che facevano fatica a dialogare. Etc....etc.... ma, mai governi illusori - come quello attuale - che litigano da quanto si sono messi in coalizione con i "nemici" di sempre, pur di non fare andare il popolo a votare.

Tristemente, perché la paura di perdere quello che si è ottenuto rientrando dalla finestra, non potrebbe ri-materializzarsi entrando regolarmente dalla porta. 

Questi "signori" forse non si rendono conto, ma credo il contrario, che la rabbia aumenta insieme al distacco dalla politica.

Quando non si accetta una competizione politica, rimettendo in mano ai lettori le sorti di un nuovo governo, significa aver paura di perdere quello che impropriamente si ha acquisito. 

Siamo a ridosso della fase di recessione.

Non si intravede nulla che possa o potrebbe cambiare le sorti di questo immobilismo passivo.

Nel governo dei quattro moschettieri, anziché discutere sul da farsi e portare avanti la risoluzione dei problemi, qualcuno di loro, inteso come gruppo politico, vota anche con le opposizioni.

Come può il comune cittadino rendersi conto di che cosa sta succedendo se l'argomento quotidiano rimane solo e solo quello di non far capire nulla?

Come possiamo riavvicinarci alla politica se la stessa vive di arroganza e occupazione di potere?

Ma è così faticoso tenere in considerazione ciò che i comuni cittadini pensano? Probabilmente una risposta potrebbe anche esserci.

Se si dovesse andare al voto (visto le condizioni attuali sarebbe molto difficile) i nostri deputati e senatori perderebbero gli stipendi mensili (molto onerosi) fino al 2023, con il rischio di non avere neanche un lavoro dopo.

Se questa ipotesi non è surreale, ma basati su dati di fatti oggettivi, la domanda che sorge spontanea è: ma il governo di una nazione, di oltre sessanta milioni di persone, può essere governata da persone che pensano (chiaramente una buona parte non tutti) ad avere solo uno stipendio? 

Ricordiamoci sempre che le parole altro non sono che deboli garanzie.

tutti pazzi per la Civita

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