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L’errore della distribuzione omogenea sui territori provinciali!

di Tullio Parlante

Credo che non possa essere contestabile l’affermazione dell’Assessore alla Salute, Nicoletta Verì, quando parla di un livello allarmante di immigrati positivi al covid19 che potrebbero vanificare tutti gli sforzi fatti dagli abruzzesi nella lotta contro il virus. 

Continuare nella redistribuzione di tutti questi arrivi, sul territorio nazionale, significa mettere seriamente in pericolo la collettività al rischio di affrontare una seconda ondata di infezione che sarà di terrificante proporzione rispetto alla prima.

Continuare con questo modello di ridistribuzione, a macchia di leopardo, creando piccoli gruppi di persone che dovranno per forza di cose convivere con i restanti residenti del paese, non fa altro che facilitare l'allontanamento da questi luoghi anche di persone infette, come già è successo.

Se si continua a dare retta ai radical-chic - che dall'interno dei salotti radiotelevisivi sono distanti anni luce dai reali problemi quotidiani della gente comune - non ne veniamo fuori.

Diversamente. Visto che un'alternativa a questa mole di sbarchi pare sia surreale, perché la nobiltà di sinistra si comporta come gli struzzi, quello che andrebbe fatto è che una volta arrivati sul territorio italiano, tutte queste persone vengano messe in quarantena in un unico posto e controllati a vista, in attesa della definizione della loro permanenza o meno sul nostro territorio. 

Anche perché, solo così si avrà la certezza del controllo.

Certamente questo modello di ragionamento indirizzata verso questa soluzione farà gridare allo scandalo i famosi buonisti, laddove il loro motto quotidiano rimarrà sempre la stessa: accoglienza, accoglienza, integrazione, integrazione, senza mai dire come.

Come, si griderà allo scandalo per la forzata privazione della libertà personale. Etc...etc...

Finché avremo un Paese diviso a metà, dove l'attuale legge elettorale permette un ammucchiamento vergognoso per poter dare i numeri alla nostra democrazia parlamentare nella riuscita di far nascere un qualsiasi Governo, e, dove una delle due componenti politiche - chiaramente parliamo del PD - che pur trovandosi nella condizione di non vincere una tornata  elettorale, riesce sempre nel suo intendo che è quello di rientrare a governare pur non avendo i numeri, imponendoci - o cercando di farlo - la propria ricetta di cacciagione, non si uscirà mai da questo ingorgo istituzionale.

Beninteso che se non si rimette mano alla legge elettorale, avremo sempre partitini che con l'1,50/2% faranno l'ago della bilancia.

Votare, significa che chiunque prende un voto più di un altro andrà a governare per i prossimi cinque anni. 

tutti pazzi per la Civita

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