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Nell'attesa del nulla ......... E' meglio decidere!

di Tullio Parlante

Nell'ascolto continuo di tribune politiche televisive - dove all'interno delle quali spesso si vede la faccia degli ospiti evidenziare la non convinzione di quello che dicono - è diventata retorica (atteggiamento dello scrivere o del parlare, o anche dell'agire, improntato a una vana e artificiosa ricerca dell'effetto con manifestazione di ostentata adesione ai più banali luoghi comuni) tutto ciò che viene detto in merito a quel poco che ci fanno ancora sentire sull'immigrazione.

Premesso che una parte politica - quella dei porti aperti - ha una visione bizzarra del problema, se si considera dal loro punto di vista che una volta arrivati in Italia qualcuno o qualche cooperativa penserà alla loro sistemazione.

Ci sono tanti che fuggono da guerre e ci sono tanti che vanno in cerca di una vita migliore.

Ma, è altrettanto vero che ci sono tanti personaggi - non contemplati in questi due momenti - che vengono in Italia per fare altro. 

Se la soluzione al problema di fondo che era quello di limitare gli arrivi, forse dobbiamo ringraziare il precedente Governo che ha posto un limite agli sbarchi?

Anche se ancor oggi, i tuttologi del tutto va bene, continuano a dire che gli sbarchi sono diminuiti, quasi certamente dovuto ai due decreti sicurezza in piena capacità operativa.

La sensazione di insicurezza che si percepisce nel quotidiano di milioni di italiani, deriva dalla visione oggettiva di tutte queste persone arenate alla meno peggio lungo le sponde dei fiumi o all'interno di strutture abbandonate senza nulla fare, per poter occupare il proprio tempo, e, senza alternativa alcuna. 

Quando si fanno queste analisi, non bisogna accartocciarsi sul solito problema che è quello di parte, nella narrazione continua di dire solo e sempre bisogna accogliere senza dare poi una soluzione al problema.

L'immigrazione, controllata deve essere, per diventare parte integrante del concetto di accoglimento, nel momento in cui vengono adottate certi accorgimenti.

Perché rientra nella normalità e nella logica delle cose poter sistemare dignitosamente chi arriva sul nostro territorio, perché realmente è in fuga da una guerra. 

Nella continua discussione sul cosa fare, la politica dovrebbe essere portatrice di momenti decisionali operative atte a calmierare l'insoddisfazione e l'insicurezza dei cittadini.

Non sempre è costruttivo solo schierarsi, con l'aiuto di questi personaggi usciti dalla scatola dei lego con arroganza dell'io so tutto gli altri nulla sanno, a ridosso di considerazioni non ritenute valide solo perché lo schieramento politico di riferimento lo differenzia da altri colori e esponenti politici.

Si può essere di destra, di sinistra o altro.

Ma, se il mondo è rotondo non si può affermare, per un assurdo credo politico, che così non è.

tutti pazzi per la Civita

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