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Giuseppe ContePandemia: due pesi due misure

di Tullio Parlante

Come collettività e Paese abbiamo fatto enormi sacrifici per poter uscire da questa pandemia.

Seppur nel rispetto delle norme, abbiamo dimostrato di essere parte integrante del concetto di solidarietà democratica.

Tuttavia, non possiamo non essere critici nell’evoluzione dei tre mesi che hanno azzerato i nostri sacrifici economici.

Chiaramente, chiunque si fosse trovato a gestire quei momenti, se non aveva la bacchetta magica, non potevano fare più di quello che è stato fatto. 

Ma, adesso, usciti fuori dalla fase iniziale di grande preoccupazione, sulla scena politica, anziché pensare ai grossi problemi da risolvere, che cosa chiede il Presidente del Consiglio? Chiede di avere pieni poteri. 

E' paradossale che in un momento del genere - dove le preoccupazioni degli italiani sono altre - si chieda i pieni poteri nello spauracchio che si possa avere una ricaduta all'interno del covid19.

Facendo mente locale, per ricordare che quando lo chiese un altro politico, furono fatte barricate vergognose all'indirizzo della sospensione della democrazia.

Adesso tutti, o quasi, della maggioranza sono d'accordo nel far gestire al Presidente del Consiglio i restanti mesi dell'anno in corso.

Se era pericoloso prima, avere i pieni poteri, lo è anche adesso. Ah, dimenticavo. L'Europa non vuole i sovranisti al governo.

La sinistra italiana minoritaria accetta di tutto pur di governare, senza entrare nel merito di una Repubblica Parlamentare. Etc...Etc...

La Costituzione va rispettata, non va interpretata.

Vivaddio che siamo in una democrazia, dove nella narrazione, gli orchi e le streghe fanno parte di un bagaglio culturale che ci hanno accompagnato durante tutto il percorso della nostra giovinezza, allorquando per farci addormentare ci venivano raccontate queste fiabe. 

Siamo un popolo di poeti e navigatori come parte integrante della nostra storia di comunità.

Non permettiamoci - e non permettiamo a nessuno - di aggiungere altri aggettivi a ciò che lo stesso percorso di vita ci impegna a realizzare.

Accettare ancora passivamente quello che la stessa natura umana ci ha imposto per mesi e mesi, diventa motivo di grande fastidio nel leggere certe dichiarazioni. 

Viviamo in Paese dove la storia ci deve solo accompagnare nel ricordo della negatività che ha dovuto sopportare i nostri concittadini.

Non abbiamo bisogno di essere ricordati come un popolo che per uscire da meschini giochi di potere politico si è dovuto ritornare ai pieni poteri.

Se nella prima fase è stato usato tutto ciò che andava usato, adesso, nella seconda fase, se non si è in grado di gestire la mole di problemi che abbiamo accumulato, che la maggioranza di governo si facesse da parte richiamando gli italiani alle urne per poter dare a questo Paese un governo stabile per i prossimi cinque anni.

Il voto, in una democrazia, non dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) spaventare nessuno. O no?

tutti pazzi per la Civita

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