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Quando lo spazio creativo si restringe

di Tullio Parlante

Cari lettori, per non annoiarci e non dimenticare, torniamo un po' indietro all'interno di una narrazione temporale.

Se è vero, come è vero, che per la Cassazione Carola Rachete ha rispettato il dovere di soccorso, pur "faticosamente" accettandone le motivazioni, qualche perplessità rimane nella lettura delle motivazioni. Ovvero.

All'interno di quel margine di interpretazione soggettiva, rimane sempre lo spauracchio della componente politica che vede un piccolo bagliore di luce laddove si sta consumando un rogo.

Indubbiamente non possiamo pensarla tutti allo stesso modo, ma, nella peggiore delle ipotesi, la razionalità che dovrebbe gestire atti e fatti di un certo rilievo, non dovrebbe tener conto di un certo modello di narrazione che appiattisce tutto ciò che va bene per una sola parte politica.

L'obbligo di salvare è un dato di fatto.

Anche l'obbligo di farli sbarcare con un po' di ritardo - magari aspettando le risposte della grande madre Europa per permettere i ricollocamenti - significa o vuol dire non ottemperare al rispetto della legge?

Finché vivremo in un sistema dove una porta socchiusa non permette l'ingresso o l'uscita di qualunque taglia corporea, ad eccezion fatta per i puri stilisti alimentari di una certa parte politica, la narrazione della soggettività individuale che impone certi risultati capestri, non troverà mai allineamento oggettivo all'indirizzo di una visione diametralmente opposta a quelle che sono - oggi - le logiche politiche permissive.

La ristrettezza di quello spazio comunicativo, che dovrebbe motivare atti e fatti oggettivi che portano alla razionalità delle cose, fa si che la narrazione del momento, dovuta a una visione realistica della giustizia, viene fuorviata dall'applicazione di certe sentenze.

Non v'è dubbio che le sentenze si rispettano, ma, avere un'idea oggettivamente impopolare indirizzato al modo con cui si è arrivato a tale conclusione, denota si - fino in fondo - il rispetto delle norme, ma anche un'appropriata dose di dubbio che scaturisce all'interno della visione globale del nostro sistema democratico.

Forse il bello della democrazia è quello che deve sempre rimanere qualche dubbio?

Probabilmente si.

Tuttavia, se qualche potere della nostra Costituzione rimanesse un po' fuori da certi modelli politici, forse…

tutti pazzi per la Civita