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La linea di demarcazione del reato!

di Tullio Parlante

La definizione di democrazia (forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo tramite rappresentanti liberamente eletti) sta perdendo il suo modo di essere al servizio della collettività nel momento in cui, all’interno della stessa, non viene più rispettato quel modello urbanistico, che mette tutti d'accordo nell'arredo cittadino ma che crea continui dissapori a coloro i quali dovrebbero prendere ad esempio lo stesso arredo urbano.

Ora. Se la fragilità di questa democrazia offre continui spunti di dissapori comunque e ovunque, non sarebbe normale che nella visione di salvaguardia dei diritti-doveri di uno Stato si sia tutti d'accordo nell'affermare che le norme e le leggi, da essi prodotte, non possono essere mercificate in favore di un non so che cosa?

Ovvero. Riprendendo il discorso del valore democratico dell'urbanizzazione, la stessa, si immedesima nella qualità attuale del rispetto delle regole all'interno di una democrazia parlamentare. 

Se uno Stato di diritto decide di aumentare le pene di alcuni gravi reati, insieme a norme che restringono lo spazio del condannato per stragi ed eventi delittuosi inimmaginabili, inteso come il 41/bis, non è accettabile che una norma Europea rimetta in discussione ciò che anni di battaglie e sangue versato hanno permesso alla Magistratura italiana di ottenere dei buoni risultati contro l'infinita lotta alla mafia e altre organizzazioni malavitose. 

Ogni Stato deve poter avere sempre delle proprie regole democratiche per migliorare sempre e comunque l'azione della Magistratura per poter perseverare, sempre e comunque, la lotta alla malavita.

Questo, perché ogni Stato ha una sua particolarità nello gestire la complessa macchina della giustizia che deve sempre portare a compimento, come ultimo atto di sentenza, delle soluzioni che rispecchia il modo con cui la richiesta di verità viene sentenziata. 

Anche se alla fine il reato tale rimane, ciò non significa che le leggi italiane seguano sempre e comunque, parallelamente, quelli che sono i dettami di Bruxelles.

Questa grande Europa unita - a torto o a ragione - non potrà mai pianificare una unica posizione adatta a tutti.

Ogni singolo Stato ha le sue peculiarità.

Per cui, se chi decide mantenesse una limitata intromissione all'interno di interessi di singoli Paesi, credo, ci sarebbe più credibilità all'interno delle singole decisioni che sono chiamati a trattare.

tutti pazzi per la Civita

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