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La scuola deve tutelarsi contro gli infortuni? Si!

di Tullio Parlante

Sulla scia dell’ultimo drammatico fatto che ha coinvolto un giovanissimo studente, caduto dalle scale e morto, la maggior parte di genitori stanno contestando le direttive di alcuni presidi che hanno deciso di non far fare più l’intervallo libero all’interno dei saloni scolastici, in quanto sprovvisti, quindi sott’organico, di personale ausiliario di controllo che dovrebbe occuparsi della salvaguardia   dei ragazzi.

Quando - purtroppo - succede una disgrazia, si fa a gara e si cerca in tutti i modi di colpevolizzare gli eventuali responsabili della struttura.

Si cerca in tutti i modi un capro espiatorio a cui addossare la responsabilità del momento non tenendo in considerazione che, nella logica del rispetto delle norme scolastiche, tutto il personale appartenente alla scuola ha cercato in tutti i modi di salvaguardare l'incolumità dei ragazzi che sono abbastanza vispi - considerato l'età e il momento ricreativo - all'interno della loro ora di pausa scolastica.

Quindi, di fronte a queste clausole di salvaguardia oggettiva, nella pianificazione del miglioramento intervallistico di ragazzi che hanno anche la necessità di staccare momentaneamente la spina dello studio,  non si riesce a capire lo stupore di questi genitori che rimproverano ai dirigenti scolastici questo modo ulteriore di controllo in favore dei loro figli evitando loro di non essere in costante contatto diretto e visivo con il personale scolastico abilitato a quella forma di controllo che l'istituzione richiede.

Analizzando l'ultimo fatto avvenuto, si dovrebbe essere contenti nell'avere questi dirigenti scolastici che vedono e provvedono affinché non si possano ripetere momenti tragici come quello citato in appendice. 

Che l'istituzione scuola, in senso largo, abbia il diritto di tutelarsi, credo, sia un dato di fatto.

Che la rigidità educativa cozzi contro un libero pensiero di sfrenato senso di superficialità indotta da una visione errata del rispetto soggettivo delle regole, è un fatto da tenere in considerazione.

Che la scuola abbia perso un po' di quella genitorialità oggettiva che guidava e motivava oltre l'impegno dei docenti, diventa comunque un fatto.

Tuttavia, se i genitori del terzo millennio non ri-entrano in quella logica divisoriale, imposta dalle competenze, che impone alla madre e al padre di fare il genitore senza invadere lo spazio scolastico che generalmente è solo dei docenti, e, gli stessi docenti ad avere più incisività all'interno di quello spazio che una volta si chiamava cultura educativa, si uscirà a fatica da questo labirinto di diritti/doveri.

tutti pazzi per la Civita