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L'educazione non è un credo politico!

di Tullio Parlante

Passeggiare per strada, baciandosi, non credo sia educativo.

Fare effusioni amorose all'interno di un locale pubblico, non credo sia educativo.

E' ancora......... Se tutto ciò rientra in un equilibrio statico di momenti esilaranti che portano ad uscire da certi schemi, l'intelligenza umana (pare che la diversità rispetto agli animali sia quello che abbiamo il dovere di riflettere) dovrebbe configurarsi con l'intelletto che impone - o quantomeno dovrebbe (anche se il condizionale diventa d'obbligo) - la razionalità del gesto o dei gesti all'interno del nostro tessuto sociale. Ovvero.

Se immancabilmente l'aver "espresso" - da parte del gestore di un locale a Carpineto Romano all'indirizzo di due ragazze lesbiche che si stavano baciando - un richiamo d'abbandono all'interno del proprio locale perché l'atteggiamento delle stesse andava verso un modello di educazione che il gestore non riteneva consono al momento e dopo, non significa che la motivazione racchiuda la necessità "di punizione" della diversità tra persone dello stesso sesso. Al contrario. 

Significa rimanere ancorati a un modello di educazione millenaria tramandataci anche della nostra esistenza religiosa di cattolici.

Per cui, se le scuse ci sono state, in un contesto normale, la cosa sarebbe rimasta negli ordinamenti del buon equilibrio educativo e di una normale dialettica di rispetto reciproco. Invece no.

Si esagera sempre, convinto di stare dalla parte della ragione.

Da quella parte dove le cose sono sempre fatte nella logica del diritto.

In considerazione di ciò, ecco che "addirittura" il Gay Center chiede la chiusura del locale per "vendicare" il richiamo fatto alle due ragazze.

Ma è normale, in un Paese normale, che cose del genere accadano? Riferite al caso citato, si. Riferito alla sospensione dell'attività professionale del locale, no.

Nella razionalità del decoro oggettivo, tratto da atteggiamenti univoci, non può essere imposta una mera negazione di sudditanza psicologica a colui o coloro i quali difendono un modello di decoro che ha ancora un suo spazio all'interno di questa società.

Le "vendette" per modi di pensiero diversi, non devono andare ad alimentare quel focolaio di spregiudicatezza soggettiva che anima la rendicondazione morale di ognuno di noi.

Il tempo tutto modella.

L'arroganza peggiora solo ciò che nel frattempo è stato fatto di buono.

Credo che ognuno sia in grado di esprimere la propria opinione, anche se molte volte non sono condivisibili.

Ma, da qui a chiedere l'interruzione di un pubblico esercizio, solo perché il suo titolare ha ritenuto opportuno intervenire su un certo comportamento per lui inqualificabile, ce ne passa di acqua sotto i ponti dell'individualismo scorretto che pochi osannano verso problemi importanti che dovranno trovare il giusto collocamento all'interno di questo nuovo modello di società.

tutti pazzi per la Civita

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