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In politica mancava l'alta cucina e le grandi star?

di Tullio Parlante

All'interno del dibattito politico, dove ce di tutto e di più, non si sentiva certamente il bisogno di autorevoli personaggi televisivi che cercano in tutti i modi di cavalcare l'onda e la scena del momento.

Ovvero. Far si che l'attenzione - all'indirizzo di queste navi Ong che continuano a sfidare le leggi e l'opinione pubblica italiana (quantomeno di quella parte di italiani che credono ancora che i confini sia terreni che marini abbiano la consistenza di un diritto che equivale a quello di sapere chi sono coloro i quali entrano nel nostro territorio) rimanga viva nel collettivo quotidiano.

Se qualche ricco personaggio dell'alta cucina italiana, spesso fagocitatore di più programmi televisivi che permettono loro di fare una vita agiata senza la visione costante del degrado che vivono parte degli italiani, insieme a qualche altra grande star del cinema che non vive il quotidiano con la paura che gli possa capitare qualsiasi piccola cosa, continuassero a fare il loro mestiere - che pare riescano a fare abbastanza bene -  solo per rendere le cose più semplici a coloro i quali devono gestire la sicurezza per cercare in tutti i modi che la forza d'urto, di questa grande massa di persone che si spostano dal continente africano non diventi sempre e solo un problema gestionale nazionale.

Il salto triplo acrobatico nell'interferenza del rispetto di chi è stato scelto - almeno fino ad oggi - a gestire le sorti del Paese Italia, deve avere un rispetto che seppur non condiviso in una libera democrazia, va accettata.

Adesso il Governo è caduto. Adesso siamo tutti in perenne ascolto nel cercare di capire che cosa accadrà. Riavremo un Governo M5S+PD+LEU? Pura schizzofrenia.

Ma, non so fino a che punto, perché nel politichese italiano chi esce a calci dalla finestra - metaforicamente inteso come quello o coloro i quali hanno perso le ultime tornate elettorali - rientra dalla porta a suon di trombe e tromboni.

Vivaddio che questo si chiama democrazia.

La sovranità popolare non esiste più per quella parte di collosi seggiolari che poco conoscono di come bisogna provvedere alle necessità quotidiane, avendo sempre o spesso fatto il politico di professione.

Se, nell'esistenza terrena di ognuno di noi, si riuscisse a trovare quel vuoto da poter riempire con la propria modestia esistenziale, quindi, senza avere il tempo di invadere le competenze altrui, credo che "anche" la politica ne trarrebbe giovamento.

tutti pazzi per la Civita

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