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Eventuali "errori" sono soggettivi.

di Tullio Parlante

Ma come possono la maggior parte di giornali italiani porre spasmodicamente tutta la loro attenzione su una foto di un reo confesso bendato?

Forse perché appartengono a coloro i quali devono sempre mettere tutto in discussione perché - politicamente - appartengono a un altro colore?

Forse perché anziché immedesimarsi nel colore della speranza ci riporta alla memoria del passato nel ricordo del colore della vita persa nella lotta per la grandezza della nostra Italia.

E potremmo continuare....

In mezzo a questa mole di vocali e consonanti, certamente, si rimanere un po' perplesso anche nel sentir parlare di una dodicesima coltellata, citata dal Comandante Generale dei Carabinieri Generale Nistri, a tal punto da chiedersi: ma lo sanno quanto amore hanno gli italiani verso gli uomini e le donne in divise con gli alamari?

Lo sanno di quanta stima nutrono queste persone in uniforme?

Di quanto bene si vuole a chi ogni momento della propria vita lotta in rappresentanza di quei sacri valori democratici a noi cara?

Ombre di dubbi permangono all'orizzonte.

Se si vuole zittire il popolo italiano, inteso come abbassamento dei toni rivolto a questo tragico fatto di sangue, bisogna o bisognerebbe usare altri metodi d'approccio.

Come - per esempio - la certezza della pena.

Non si può morire così per uno stipendio che non rispecchia la minima parte della professionalità di questi uomini e donne dello Stato.

Come sta diventando surreale leggere in continuazione di modelli di arrampicamento sugli specchi da parte di chi cerca in tutti i modi di far passare questo efferato delitto come una difesa personale.

Basta prendere in giro le istituzioni - che ha torto o ragione - non possono non tener conto di un fatto.

Il Vice Brigadiere è stato assassinato con freddezza e determinazione da parte di colui il quale, anche di fronte alla richiesta esplicita di chi era qualificandosi, ha comunque portato a termine il suo atto aggressorio.

L'Arma dei Carabinieri - come ex prima Arma dell'Esercito essendo oggi una Forza Armata - deve rimanere immune a questi giochi perversi, da parte di quella politica che cerca il coinvolgimento istituzionale allargato di atti e fatti che non possono essere messi in discussione.

Ci troviamo per l'ennesima volta, sperando vivamente che ciò non accada, di fronte a leggi che danno motivo di fraintendimenti nella lettura applicativa della norma.

Da lì a diventare un cavallo di battaglia, per chi spera che le cose vadano diversamente da quelle normali nella severa condanna del reo confesso, considerando che i diritti che devono essere tenuti in considerazione e concesso fino in fondo, non può essere a giustificazione di quello che è la vera visione del momento in cui il fatto si è manifestato e verificato. 

Come non può passare la linea morbida della nostra giurisprudenza a ridosso dell'accanimento con cui è stato portato a compimento l'efferato omicidio. 

Se errore c'è stato, nel creare tanto scalpore all'indirizzo di una semplice benda, gli eventuali "provvedimenti " del caso saranno tenuti in debita considerazione.

Ma da qui a cercare di crearci un alibi, che riduce l'efferatezza dell'omicidio, ne dovranno passare di fiumi sotto i ponti.

tutti pazzi per la Civita