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Si possono… modificare i fatti?

di Tullio Parlante  

Come si fa a non essere d’accordo con la linea del Ministro Salvini quando lo stesso asserisce – riferendoci all’omicidio del Carabiniere Mario Cercella Rega - che l’unica verità evidente è che un criminale che ha ammazzato un figlio, uno sposo, un italiano di 35 anni, debba rimanere in galera, espiando, fino all’ultimo giorno la sua condanna?

Come si fa a non essere disorientati, nella lettura quotidiana di vari giornali, quando le stesse fanno aleggiare il dubbio del fatto?

Tuttavia, al di là del fragore quotidiano, considerando che all'interno di questo tragico evento solo le parole di solidarietà alla famiglia sono quelle che hanno un reale valore umano, la continua percezione analitica di questo sentimento ologrammatico rimane quello del dubbio, ovvero, di non assistere - come già è successo più di una volta in passato - agli scambi di cortesia tra Stati. 

L'accertamento della verità non può viaggiare su un binario parallelo nella creazione di dubbi su un semplice ma tragico fatto.

Le coltellate a Mario Cercella sono state inferte dal reo confesso, non da altri, evocando chissà quali spropositi illusori del momento.

Ci riempiamo sempre la bocca nel dire: la Magistratura è l'unico organo che è parte attiva nella ricerca della verità. Come: siamo fiduciosi nell'accertamento dei fatti da parte della Magistratura.

Tutto vero. Tutto logico, se non fosse che alcune sentenze hanno creato imbarazzo all'interno della collettività. Certo.

La risposta è: ci sono le leggi che permettono l'applicazione e l'esito delle sentenze.

La giustizia è diametralmente opposta alla vendetta.

La prima richiede esclusivamente l'espiazione della pena fino all'ultimo giorno a coloro i quali si macchiano di efferati delitti e quant'altro. 

La vendetta, non facendo parte del nostro DNA umano, non lo immaginiamo neanche che possa o potrebbe trovare applicazione in una grande democrazia parlamentare quale è l'Italia.

Tuttavia, non avendo ancora del tutto rimosso dal nostro cervello momenti e azioni del passato che hanno tradito la fiducia di una parte del popolo italiano all'indirizzo dell'applicazione di pene molto più severe rispetto a quello ottenuto, si riesce benissimo a comprendere lo stato d'animo oggettivo di chi ha sentito o letto una minima pagina riguardante l'omicidio di Mario Cercella.

Non si tratta di essere di destra o di sinistra.

Qui si tratta di prendere in considerazione l'efferatezza del gesto compiuto dall'americano, nel momento in cui sapeva anche chi aveva di fronte in quell'istante, tenendo in considerazione che alla fine faranno di tutto per cercare di smembrare quei pochi minuti che hanno permesso a un'altra mamma, moglie e donna italiana, di piangere un suo caro, solo perché si è trovato al posto sbagliato nel momento.....................

tutti pazzi per la Civita

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