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Probabilmente siamo in dirittura d'arrivo!

di Tullio Parlante

Non se ne può più. I giallo verdi, più gialli che verdi, sono stati votati per perdere tempo con accuse e controaccuse, o perché, oltre a l'unica possibilità di poter mettere in piedi un governo, dovevano risolvere i problemi che ci avevano elencati in campagna elettorale?

Basta con questi litigi da scamorzaro che crea soltanto malumore istituzionale all’indirizzo di quel poco di convinzione rimasto nel “credere” ancora a un barlume di politica.

E’ arrivato il momento in cui il fallimento matrimoniale non lascia più dubbio alcuno.

Non ci vuole una laurea o essere un intellettuale per capire che senza la ripartenza delle grandi opere pubbliche il lavoro non si crea.

Come un abbassamento del cuneo fiscale darebbe molta più opportunità alla piccola e media impresa di poter gestire al meglio le risorse umane.

Certamente la Lega con l’intervento sulle Ong ha ottenuto un ottimo risultato.

Come non si può dire del M5S, per quanto riguarda il “famigerato” reddito di cittadinanza.   

E’ vero che in politica tutto è illusione.

Che tutto detto adesso viene sconfessato domani.

Che la grande magia di nascondersi dietro le parole hanno assunto un significato vergognoso nel non far apparire ciò che realmente c'è, ma, ultimamente non ce giorno che non si assiste a una diatriba o a un dibattito povero di argomenti che ci richiamano alla mente la famosa crisi del settimo anno tra la coppia che scoppia. 

Questo modello di nuova politica o di nuovo modello di comunicazione politica, altro non fa che cominciare a stancare veramente gli elettori.

D'altronde, basta vedere gli ultimi sondaggi per capire che la stanchezza politica di chi segue le varie argomentazioni quotidiane, dei due galletti amburghesi, comincia a vacillare.

Continuare a creare confusione, all'interno di un elettorato che aveva le idee chiare, come lo erano le promesse, significa mettere in condizione l'elettore, all'interno della cabina elettorale, di fare valutazioni diverse il momento in cui sarà chiamato a decidere chi dovrà avere ancora l'onere e l'onore di rappresentarci. 

Rispettare un contratto di governo, non significa rinegoziare in continuazione ciò che nello stesso è scritto. Basta assistere al continuo gioco delle due palline impazzite nella ricerca continua del miglior passo avanti nel criticare sempre e comunque ciò che il proprio omonimo fa.

Stiamo assistendo (dopo un anno di ottenimenti bilanciati comunque dalle risposte alle aspettative citate prima della fusione di questa strana creatura a due teste) imperterriti a uno svuotamento di concretezza del fare, e a uno svilimento di atti non assimilabili a concetti per cui milioni di italiani hanno deciso di mandare a casa i buonisti del momento.

Il 26 maggio - secondo il modesto parere di un comune cittadino - non ci sarà l'epilogo del cambiamento europeo in favore di tizio o di caio, ci sarà semplicemente un altro organismo dirigenziale che migliorerà alcune cose tralasciandone altre.

Questa è la politica.

Basta avere i capelli bianchi per sommare oltre mezzo secolo di tante promesse fatte e poco mantenute.

Tuttavia, nel riordino delle idee politiche italiane, e tornando all'attualità del momento, non possiamo non evidenziare il male che ci siamo fatti per decenni, cercando sempre la formula migliorativa personale all'indirizzo della soggettività delle cose.

Ora, la tracimazione politica dell'evidenza surreale di quello che "probabilmente" poteva accadere, è sotto gli occhi di tutti.

Non siamo più nella condizione di poterci crogiolare al sole delle parole senza prendere alcun tipo di scottatura vocale.

Anche la grande famiglia del centro-destra si sta cominciando a stancare di questo tiro e molla infinito. Continuare ad aspettare il volo della fenicia, significa perdere terreno (per non dire consensi) in vista delle elezioni europee.

Con tutta la buona volontà, si arriva a un punto di non ritorno se non si cominciano a vedere seriamente la concretezza di fatti che hanno permesso di scalzare l’élite e l'alta nobiltà dei grandi pensatori di quella sinistra che ha abbandonato la parte migliore di questa grande nazione che è l'Italia.

tutti pazzi per la Civita

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