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Certo, se ognuno fa il proprio mestiere!

di Tullio Parlante      

Per secoli, la pace delle nostre alte e nobili vette montagnose ha avuto il rispetto totale dell'umanità intera.

Adesso, apprendiamo che a 2.275 mt. l'esperienza di pace della montagna potrebbe essere violato dal concerto a Plan de Corones dall'artista/cantante Jovanotti. 

Premesso che in una presa di posizione, da parte del grande alpinista Messner Reinhold, contro un'azione ritenuta anomalo o anormale - riferito al concerto musicale che non va assolutamente fatto in montagna ma bensì in altri luoghi tipo spiagge marine, stadi etc....- ci deve essere motivo di replica, se non altro per cercare di capire le motivazioni per cui si vuole sdoganare la montagna in favore di un evento che non unisce e unirà mai la musica rock e l'equilibrio ambientale.

Andare a violentare la pace millenaria delle montagne che hanno visto la comparsa dell'uomo sulla terra, acquisizione in senso figurato, significa non avere rispetto per quei valori tradizionali che oggi sono messi in discussione da una società obsoleta e arrogante.

Qui non si tratta di negare delle nuove esperienze professionali a un grande artista/musicista quale è Jovanotti, si tratta semplicemente di avere rispetto per quella natura che appartiene a tutti, non solo ai fans musicali di tizio o caio che guardando al futuro immaginano nuove emozioni con nuovi mezzi.

Gli spazi per fare della buona musica non mancano di sicuro.

Quindi, con la speranza che Jovanotti possa ritornare sui propri passi, non possiamo che essere d'accordo nell'esprimere una opinione negativa all'indirizzo di questo concerto che ovunque andrebbe fatto meno che in alta quota.

D'altronde, la bravura di questo artista non verrà ridimensionato nel momento in cui dovesse affiancarsi a Messner nel rinunciare all'evento.

La natura in generale appartiene a tutta l'umanità, soprattutto a quelli che verranno dopo di noi.

Perché hanno il sacrosanto diritto di gioire delle bellezze naturali senza che la potente negatività umana rovini ancora di più ciò che fino ad oggi a rovinato e distrutto.

Lasciamo le nostre bellissime montagne al rispetto della loro quiete.

Non distruggiamo con le note e la nostra arroganza valori millenari che ci hanno permesso di vivere a contatto diretto con quella natura immune dalle spregiudicatezze umane.

tutti pazzi per la Civita

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