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Si potrebbe parlare di strumentalizzazione?

di Tullio Parlante

E' finita la alcuni giorni di discussione all'indirizzo della famiglia tradizionale (uomo-donna-figli) che - come tante altre manifestazioni - non ha fatto altro che rimettere al centro della discussione i valori tradizionali dell'essere parte integrante del concetto di famiglia.

Neanche è cominciata la discussione, che una parte politica avversa a questo modello di società non condivideva, che si comincia subito con un'alzata di scudi all'indirizzo di un modello medievale che riporterebbe indietro le conquiste delle donne. Falso, non vero.

Dagli organizzatori ufficiali dell'evento è stato subito smentito che il congresso non è stato posto in essere per togliere o riportare indietro normative di legge già esistenti, ma per migliorare ancora di più sia la qualità della vita professionale delle donne che altro.

Certo, leggere di tutto e di più in controtendenza all'evento da parte degli alleati di governo, la dice tutta in che stato confusionale si trovano tutte quelle persone che hanno sbraitato all'indirizzo del nulla.

Questa cancrena politica, alimentata in continuazione da questo odio verso valori tradizionali millenari che hanno ispirato e mantenuto un modello di società familiare al riparo da oggettive metamorfosi culturali, non riesce a capacitarsi che anche un antibiotico democratico ha il diritto di cercare di salvare o migliorare la qualità della vita di un qualsiasi soggetto. 

La visione - da parte di noi comuni cittadini - di questo squallido modello politico, che sa solo demonizzare l'avversario senza soluzione alcuna, non aiuta certamente chi in futuro dovrà fare delle scelte. Al contrario.

Alimenta ancor di più questa grande confusione nel cercare in tutti i modi di non farci capire quel tipo di orizzonte verso cui dovremo andare.

Lo squallore delle giornate passate, generate da queste contrapposizioni di cortei, denota ancor di più l'allontanamento da quel residuo politico che poteva - fino a ieri - farci riappacificare con coloro i quali sono convinti di lottare per un bene comune.

Non si tratta di essere di destra o di sinistra. Si tratta di migliorare una qualità esistenziale di un percorso umano verso un fine unico che è quello di poter fare ancora delle norme - senza scardinare o annullare le esistenti - che non penalizzi più di tanto la donna. Anzi.

Cercare in tutti modi di venire incontro a quelle esigenze che rafforzano il nucleo familiare, inteso come modello di società contemporanea, formato da tradizioni secolari che hanno immedesimato la creazione di uomo-donna.  

tutti pazzi per la Civita