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Grossi dubbi offuscano l'orizzonte!

di Tullio Parlante      

A distanza di oltre dieci giorni, dalle votazioni regionali dove il centro destra l'ha fatto da padrona, a oggi non ancora è stato fatto la composizione della giunta.

Si discute animatamente senza ottenere alcun che di risultato.

Si corregge in continuazione la bozza degli incastri assesoratici senza venirne a capo.

Si continua con gli incontri senza esito finale sommando dividendo e sottraendo i posti assegnati, ecc....

Quello che non si capisce è il perché di questa testardaggine della lega nel voler a tutti i costi quattro assessorati e la presidenza del consiglio.

Delegittimare le aspettative di chi avrebbe la condizione di avere - per esempio - l'assessorato alla sanità occupato da un eletto del centrodestra nella persona del consigliere Mauro Febbo, significa intestardirsi su una composizione di governo regionale che creerebbe anche problemi di mantenimento al presidente Marsilio.

L'Abruzzo ha bisogno di ripartire subito.

Di rimettere al centro le competenze decennali che hanno accompagnato uomini e donne eletti nell'ultima tornata elettorale del 10 febbraio.

Continuare a cercare in tutti i modi di far valere i numeri, nel rispetto degli accordi presi, non significa formare dopo un esecutivo che dia garanzie per i prossimi cinque anni.

In politica esiste il compromesso, ma non soltanto quando fa comodo. 

Esiste soprattutto per quanto riguarda la governabilità di un territorio già troppo mortificato da quella grezza politica del passato che ha solo cercato una illuminante visione all'interno del proprio equilibrio politico, con risultati sotto gli occhi di tutti.

E' ora di finirla con questo braccio di ferro che tiene sotto scacco la nostra Regione per fini puramente propagandistici.

Governare vuol dire equilibrare le forze a disposizione con quella naturalezza che non deve tener conto di qualche voto in più, ma andare alla ricerca di quegli equilibri da cui estrarre il massimo beneficio in favore della collettività.

L'importanza di un esecutivo che possa esprimere al massimo le proprie capacità, deriva anche da una considerazione politica che "impone" alla Lega di fare un passo indietro - sempre per il bene dei propri e altri elettori - e di far occupare alle competenze territoriali i reali bisogni primari di chi ha qualità organizzative e mediatiche, senza scontentare tutti.

Al contrario, la sintesi di ciò dimostra o andrebbe a dimostrare, che il governo di una componente assessoriale è stata data a chi dell'attrazione territoriale, per anni, ne ha fatto un baluardo di lotta politica - considerando che stiamo parlando di un personaggio legato ombelicamente a questa terra.  

tutti pazzi per la Civita

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