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Chi è contrario all'applicazione si dimetta!

di Tullio Parlante         

Il Parlamento ha votato una legge.

La stessa, è stata firmata dal capo dello Stato.

Quindi, bisogna solo applicarla.

Pare che così non sia.

Alcuni Sindaci (dichiaratamente di sinistra o giù di lì) hanno sollevato un polverone di incostituzionalità mettendo in una situazione imbarazzante anche il nostro Presidente della Repubblica.

Una qualsiasi norma non è detta che debba piacere a tutti.

Non è detta che bisogna condividerla a prescindere, ma, mettere in dubbio tutto ciò che va contro un modello d'accoglienza che ha solo prodotto un aumento disfunzionale di aggregazione sociale, significa non guardare le cose da una prospettiva diversa da chi, con il troppo buonismo, ha creato dei vuoti amministrativi e con controllo zero, da parte di tutti quelli che sono arrivati anni addietro, con anche una situazione economica discutibile verso il basso a dispetto del contribuente.

Quando si ha il potere di legiferare e decidere le sorti di una nazione, perché hanno preso più voti di altri, non bisogna commettere errori madornali come quello commesso dall'ultimo Governo, che per qualche punto di pil ha concesso l'ingresso a dismisura a tanti che non avevano diritto e pochi che l'avevano.

Questa è una tassa che prima o poi si paga.

Il popolo italiano non ha l'anello al naso.

I nostri cinque e oltre milioni di persone che hanno il sacrosanto diritto di accedere a tutto ciò di cui siamo proprietari (come popolo) meritano rispetto, se non altro perché sono cittadini italiani con la C maiuscola.

Mettere un freno, cercando di riallineare quelli che sono gli sbarchi e altro, non significa essere nazisti o fascisti.

Significa cominciare seriamente a ri-valutare quello stato di cose che per troppi anni hanno avuto una latitanza indecorosa da parte della politica.

Contestare sempre e comunque qualsiasi atto parlamentare, non fa altro che alimentare e aumentare quella arrabbiatura che ha ormai preso possesso del più del 50% degli italiani.

L'opposizione, se tale termine è ancora usabile, altro non può fare che cominciare seriamente a fare il proprio mestiere, che è quello di costruire un'alternativa al Governo attuale.

Non andare in televisione - con quel velo di arroganza finemente mascherata - solo a criticare l'operato attuale.

Ci vogliono concretezze di fatti, per far desistere il popolo nelle scelte che hanno sempre e comunque una base di verità politica, all'interno di una discussione seria e accettabile.

Non sollevate di scudi che non porteranno a nulla se non a mortificarci più di quello che oggi siamo. 

tutti pazzi per la Civita