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Secondi terribili Nel non riuscire a prendere decisioni

di Tullio Parlante       

Nella lettura quotidiana di vari giornali, che danno molto risalto al fatto di Arezzo (ladro ucciso dubbi sulla dinamica Pacini piange dai PM) si intravede una sommatoria di dubbi che non dovrebbero esistere.

Ovvero. Come può una persona normale rendersi conto della propria reazione nel momento in cui si trova difronte un individuo con un piccone in mano?

Si possono stabilire i momenti o gli attimi di reazione allorché un individuo armato, seppur di arma bianca, ha comunque in essere la propria difesa derivante dall'offesa che si appresta a fare?

Come si può stabilire il momento di reazione quando nella tua proprietà privata ti trovi faccia a faccia con un individuo che ha forzato l'ingresso - violando la tua privacy - per poter entrare e rubare?

Tutte domande a cui andrebbe data una risposta. 

Una risposta senza tentennamenti giuridici che scavano sulle modalità di reazione di chi si è difeso senza cercare la locuzione o la traccia delle pallottole che sono servite per difendersi.

Le perizie vengono fatte dopo e con tranquillità, avendo tutto il tempo per stabilire i vari momenti dell'aggressione.

Ma, chi ha subito il torto, in quel momento non aveva assolutamente il tempo necessario per verificare se la propria difesa poteva portare alla morte l'intrufolato.

Non poteva avere i tempi di reazione lucidi a tal punto di fare le verifiche trascritte in appendice.

Non si può mettere alla gogna una normalissima persona che - avendo già subito decine di furti - era costretto a dormire all'interno dello stabile per salvaguardare i propri sacrifici di una vita.

Queste considerazioni vanno fatte prima di accusare Pacini di eccesso di legittima difesa.

La difesa, fino a prova contraria, è sempre legittima.

Nessuno parte con la convinzione di ammazzare chicchessia, ma, il delinquente deve anche cominciare a capire che questa remota possibilità potrebbe anche starci.

Non si vuole far diventare la nostra Nazione un far-west, ma è ora che si rivedano quelle norme che fino ad oggi hanno spesso permesso ai delinquenti di avere qualche diritto in più rispetto a chi si è difeso all'interno della propria proprietà, cercando di salvaguardare i propri diritti personali. 

D’altronde, se in un Paese come l'Italia, non esiste la certezza della pena, può o potrebbe esistere la certezza della difesa?

Tuttavia, pur facendo parte di un popolo di poeti e navigatori, non siamo certamente di quelli che voglion armarsi per potersi fare giustizia da soli.

Al contrario. Siamo di quelli che non augura neanche al proprio peggior nemico di trovarsi in una situazione come quella del signor Pacini.........a prescindere.

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