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I nostri anziani sono tranquilli e al sicuro?

di Tullio Parlante

Con l'aumento dell'età anagrafica, si vive di più.

Con il modello attuale di alimentazione, la vita si è allungata.

In prospettiva di ciò la nascita (spesso come funghi) di case private che vengono adibite a ricoveri per la terza età, è in costante aumento.

Ciò non è una nota negativa, all'indirizzo di quanti creano anche sbocchi professionali per questa attività che non potrebbe essere retto totalmente dallo Stato, ma, si rimane abbastanza colpiti quando veniamo a conoscenza di fatti vergognosi (pestaggi botte ecc...) all'indirizzo di persone avanti con gli anni che non possono difendersi.

Certamente non vogliamo fare di un'erba un fascio, ma, dall'attenzione della cronaca quotidiana, ultimamente siamo venuti a conoscenza di fatti che fanno tremare i polsi a tutti coloro i quali avranno in futuro "magari" necessità di dover accudire i propri cari all'interno di una di queste strutture.

Con pacatezza d'animo, qualcuno potrebbe dire che menomale che questi istituti esistono.

Che comunque un'alternativa al fine vita, considerando la frantumazione del nucleo famigliare come stato sociale patriarcale degli anni 60/70, in bene o in male esiste.

Che questa alternativa, alla propria dimora o presso enti ospedalieri, abbia alleggerito il carico all'interno del poco tempo e spazio dei nuovi nuclei famigliari, rientra in quella verità che "costringe" ambedue i genitori a lavorare.

Tuttavia, se da una parte si trova convenienza e coerenza nel cercare di stabilizzare i propri cari all'interno di questo nuovo modello di accudimento, dall'altro lato non si può e non si deve rimanere immobili nel cercare di pianificare la tranquillità dei nostri cari cercando nelle piccole cose quotidiane la loro serenità.

E nella visione di piccole cose deve o dovrebbe scattare in ognuno di noi quella molla che deve riportare allo stato primordiale l'affetto e la sostanza di chi è pagato a gestire situazioni umane.

Troppe volte abbiamo letto di situazioni aberranti.

Di fatti vergognosi che non meritano altro se non l'attenzione della Magistratura nel condannare severamente questi pseudo operatori del sociale che non meritano assolutamente nulla se non quello di marcire in galera.

Avere la certezza che il terzo livello di società, ovvero i nostri anziani, hanno le attenzioni che meritano, fanno di queste strutture ricettive adatte al caso, un servizio egregio alla collettività.

Avere dei dubbi, ci impone di stare sempre attento.

Di valutare costantemente che ognuno rispetti e faccia la propria parte, inteso come chi è stipendiato per svolgere un servizio, all'interno di strutture che racchiudono persone deboli e inermi i quali non possono difendersi.  

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