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Certamente sì ma di parte!   

di Tullio Parlante   

Quando si sentono dire cose insignificanti del tipo: il premier Conte è stato eletto? E da chi?   

Viene il sospetto che è inutile continuare a parlare, impropriamente, di libertà di stampa, forse, è meglio parlare di libertà di parte. Ovvero.   

Libertà di poter scrivere tutto è di più in favore di una componente politica rispetto all’altra.

L'essenza del giornalismo, dovrebbe essere quello di limitarsi ad osservare ed evidenziare (quindi trascrivendo sulle proprie pagine) ciò che il politico propone, lasciando al lettore – qualora l’articolo lo merita - la capacità di eventuale critica.

Invece, molti di questi addetti della comunicazione, non fanno altro che calarsi nelle vesti di grandi economisti e altro, per poter indirizzare l’attenzione della platea a risultati più consoni al loro indirizzo editoriale.  

Non è bello ascoltare la radiografia politica del momento, evidenziando e riproponendo in continuazione ciò che era stato detto in campagna elettorale, facendo passare le stesse parole come una presa in giro all’indirizzo di quei tanti milioni di cittadini che il 4 marzo hanno espresso un loro libero voto.

Correttezza nello scrivere e nel proporre le proprie opinioni alla vasta platea di persone che guardano i salotti televisivi, significa cercare di dare un contributo reale delle cose, senza baipassare quelle proporzionalità di attenzione che questi illustri comunicatori e politologi vorrebbero.

D'altronde, si sente spesso dire che siamo ancora in democrazia. Vero. Verissimo.

Ma ciò non significa sparare in continuazione sul momento politico attuale, anche se alcune o molte cose non piacciono ..........a prescindere.

Il giornalismo, fatto da giornalisti portatori di verità oggettive, non dovrebbe essere di parte - considerando che ognuno di noi a una propria idea politica a cui ispirarsi - cercando spesso di demonizzare l'avversario di turno perché non ha fatto o concesso qualcosa che rientrava nel modello politico della proprietà di appartenenza.

Continuare a dire che ognuno può esprimere la propria opinione, non significa ammettere con forza e spregiudicatezza che nascondersi dietro un paletto metallico di cm. 20 non si viene individuato.

Con il senno del poi, se si guarda attentamente i lineamenti di questi personaggi televisivi, ci si rende conto che fanno fatica a credere in quello che stanno dibattendo, pur di far passare quella considerazione come modello asimmetrico di pura valenza di verità.

D'altronde è più faticoso dire una verità che un'asinata.     

tutti pazzi per la Civita

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