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I balconi della storia spaventano?   

di Tullio Parlante   

Il paradosso della politica italiana, o vogliamo dire del centrosinistra e di chi crede che gli asini (col massimo rispetto dei quadrupedi) volano, e che trova sempre lo spunto per riportare a galla momenti negativi di un pezzo di storia della politica italiana degli anni trenta che mai potrà tornare.   

Se a questa parte politica italiana fa spavento una goliardata di gioia sopra un balcone, significa che siamo messi male. 

Il cambiamento del modello politico della prima repubblica, con l'avvento dei giallo verdi, sta radicalmente cambiando forma, sostanza, atteggiamenti.

Tutto ciò, per quelli rimasti ancorati al vecchio sistema di proponimento delle cose, rimane innaturale e difficoltoso accettare che il popolo cerca questo modello di linguaggio e di approccio.

L'esultanza di un momento, carico di sfogo per un raggiungimento di un obiettivo fortuito, non può essere e sembrare la condizione per la quale negli anni trenta il popolo italiano ha sofferto una mancanza di democrazia.

Al contrario, i politici quarantenni di oggi, che nulla hanno vissuto del passato se non quello studiato sui libri di scuola, nell'esultanza di un obiettivo raggiunto, non stanno a verificare se nel momento dell'esultanza occupano uno spazio anziché un altro.

Sono semplicemente a festeggiare un qualcosa ottenuto per accordi sottoscritti tra due parti politiche che hanno, indubbiamente, storie diverse.

Non può, non possono i rappresentanti politici della sinistra italiana, vedere sempre lo scannatoio storico - di un'era e di un momento ormai passato - occupato da figure che hanno rappresentato il peggio di un momento accessibile a quella condizione popolare. 

Rifarsi sempre al passato.

Porre sempre la questione politica all'indirizzo dell'uscita su un umile balcone, denota momenti di pura debolezza di idee costruttive che evidenzia la mancanza di argomenti i quali potrebbero fare - eventualmente - la differenza se fossero alimentati da un voler fare seriamente ciò che "magari" altri stanno disfacendo. 

D'altronde, ricordiamoci sempre che questo stato di cose è il fallimento di una vecchia generazione politica, senza distinzione di colore, che hanno solo pensato ai bisogni del momento, senza tenere in considerazione che, sia nella vita che in politica, bisogna guardare sempre avanti.

Tuttavia, questo surreale modello di nuova gestione politica, ci deve o ci dovrà mettere in condizione di sottostare a queste nuove formule di contatto diretto che ci rimette un po' in linea con quel mondo troppo lontano dai bisogni normali dei comuni mortali.

La politica deve essere costruttiva, senza impedimenti e riferimenti a balconate e altro.

Il futuro si sceglie e si costruisce tutti insieme, governo e opposizione.

Senza creare mine vaganti all'indirizzo del nemico politico.

Rientriamo nella logica di appartenenza a questo meraviglioso Stato che si chiama Italia, senza se e senza ma. Diversamente...   

tutti pazzi per la Civita   

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