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Amico dell'uomo si, ma senza esagerare!   

di Tullio Parlante   

Come tutte le cose all'italiana, adesso si stia esagerando con l'affetto all'indirizzo dei nostri amici a quattro zampe.   

Premesso che loro sono incolpevoli di tutta questa attenzione, considerando che la politica avrebbe e dovrebbe pensare ad altro anziché fare propaganda continua a una situazione paradossale che invade una parte di modello di società distante da certe affinità canine, sembrerebbe che chi sia un po' distante da questo livello di morbosità canina, dovrebbe essere trattato alla stregua di un lebbroso.

Gli affezionati e i proprietari di questi amici a quattro zampe, negli ultimi anni hanno ottenuto tanto di quelle richieste - tipo gli spazi dove - giustamente - trascorrono le giornate al mare o in montagna con accesso all'interno di locali pubblici e perfino nei grandi magazzini - che mai si sono chiesti se era giusto o meno che quel modello di identificazione personalizzata fosse normale all'indirizzo di chi, pur amante degli animali, si pone un limite entro il quale bisognerebbe evidenziare la differenza tra animale e essere umano.

Quando si lotta per una giusta causa, è bene ottenere un risultato positivo.

Quando si fanno delle richieste, senza eccedere, è anche giusto cercare di venire incontro alle stesse.

Ma, quando si esagera in modo sproporzionato, utilizzando quello spazio che l'attuale normativa permette, nell'avere un "diritto" perché le norme le stabiliscono, significa non avere rispetto per chi non accetta o non condivide determinate situazioni che hanno come primi attori i famigerati amici a quattro zampe.

Capita, per esempio, che il diritto di portare il cane ovunque, lascia un enorme spazio di maleducazione che può o potrebbe anche portare all'esasperazione tutte quelle persone che, pur dovendo accettare la situazione del momento, non riescono a capire il perché quel modello di rispetto non debba essere a doppia corsia o in appannaggio anche di chi certi moralismi canini non li può sopportare.

La fase di tracimazione di atti e fatti, all'indirizzo di coloro i quali pur nel rispetto delle regole devono spesso subire l'arroganza di questi padroni o conduttori, è in buono stato di avanzamento, se consideriamo anche che a tutto ciò si potrebbe aggiungere altre leccornie canine (inteso come qualche nuovo giullare amministrativo da inserire magari all'interno del nostro stato di famiglia) egregiamente portato all'attenzione dell'opinione pubblica e supportato dalla carica  grintosa  e passionale di qualche Onorevole che, allo stato attuale, potrebbe e dovrebbe pensare a tante altre cose che non coinvolgano i soliti amici a quattro zampe.

D'altronde, speriamo che tutta questa considerazione oggettiva al riguardo di momenti certamente non appropriati per richieste come quelle trascritte in appendice, lasci il tempo che trova.

tutti pazzi per la Civita