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Caporalato: reato da perseguire con il massimo della pena!

di Tullio Parlante

Molte volte mi chiedo, considerando che questa domanda se la fanno in molti, è mai possibile che non si riesca a debellare questa piaga del terzo millennio che viene indicato come un fastidioso e odioso insetto ologrammato dal nome viscido e squallido che corrisponde al nome di caporalato?

Se in ultima istanza non si fa altro che dare delle piccole pene detentive a questi schiavisti del terzo millennio - quelle rare volte che vengono presi - che hanno le mani sporche di sudore e sangue di persone che per sopravvivere rischiano di perdere perfino la vita, con che criterio e sotto che forma si può intervenire per far finire questa macelleria sociale?  Semplice.

Basterebbe applicare le pene che già esistono, ma, applicarle senza se e senza ma da parte di quei giudici troppo democratici.

E' vergognoso venire a conoscenza di fatti schifosi legati a questo scandalo senza fine, e sapere poi che nessuno è colpevole di fronte alla morte di una persona.

Quando si viene a conoscenza di fatti criminosi, come quello del caporalato, e la giustizia riesce, per quelle rare volte che succede, a portare in tribunale questi delinquenti patentati, non bisogna essere delicati nell'affrontare la motivazione per cui quel soggetto si è comportato così.

Va giudicato, condannato e l'emissione della sommatoria di anni che viene inflitta, deve essere espiato fino all'ultimo giorno, senza sconti o motivazioni tipo si deve redimere ecc....

Il carcere deve essere l'ultimo baluardo della restrizione fisica, ma, se ci si arriva - nella fattispecie come questi soggetti trascritti in appendice - bisogna che il debito accumulato contro la società venga pagato non a rate ma fino in fondo.

Non si può giocare con la pelle di uomini e donne che - per svariati motivi e onestà intellettuale - vengono sul nostro territorio per guadagnare dei soldi in lavori che spesso i nostri connazionali rifiutano.

Non possono e non devono assolutamente, queste persone, decidere della vita di altri sfruttando in modo vergognoso le loro necessità di pura sopravvivenza.

Questi caporali, sono peggio dei mafiosi.

Almeno all'interno delle cosche esiste un codice di rispetto.

Diversamente, tra questi squallidi personaggi esiste solo l'arroganza del potere verso coloro i quali non possono e non riescono a difendersi.

Ecco perché, bisogna che la magistratura faccia proprio le sentenze che riguardano questi soggetti scartati dalla società civile.

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