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Di sanità si vive   

di Tullio Parlante   

Chi è ancora nel mondo del lavoro attivo ha, in busta paga, la trattenuta per la nostra efficientissima e stupefacente sanità abruzzese.   

Siamo in quiescenza è abbiamo la nostra bella trattenuta a monte.

Per poter fare una visita ambulatoriale in ambito ASL bisogna pagare 10,00 euro di tassa.

Avendo bisogno di un qualsivoglia piccolo intervento ambulatoriale ci sentiamo rispondere che la lista di attesa è annuale o da fantascienza, quindi bisogna ancora pagare per fare il piccolo intervento presso qualche struttura privata.

Credo che si potrebbe continuare, ma, meglio fermarsi altrimenti se si dovesse anche citare la copertura sanitaria gratis a tutti questi signori che sono arrivati sul nostro territorio, saremmo o sarei tacciato per un razzista.

D'altronde, è inutile cercare di far capire a chi non vuole capire - chiedendo scusa al giro di parole - che non si tratta di fanatismo politico di un'era storica che mai più tornerà, ma di fatti quotidiani che toccano profondamente le fondamenta del nostro essere parte integrante di questa comunità. Non si vuole addossare le responsabilità a tutti o a tutta la politica in generale, per la creazione di questo abisso in cui è precipitato o caduta questa parte nobile della salvaguardia della salute dei cittadini, ma quando si assiste passivamente a questo tracollo sanitario che è stata derubato persino della propria anima amministrativa, si viene pervaso da un profondo senso di assuefazione e arrendevolezza che ci porta sempre a fare la stessa domanda: ma perché mai nessuno paga (anche quando qualcuno viene scoperto e portato dinanzi ai giudici) per errori propri?

Come ha potuto, la politica, quindi questi grandi luminari e geni del passato e del presente, permettere che tutto ciò accadesse?

Come hanno potuto permettere che la sanità arrivasse ad accumulare tanti di quei debiti da non pensare che poi qualcuno li doveva e li dovrà pagare?

Le domande con i perché sono tante e troppe.

Le risposte "politiche" sono sempre evasive e ...la colpa è sempre di altri. 

Con l'amarezza di uno stato d'animo frantumato da questi colpi politici. 

Con la tristezza di questa analisi, che viene fuori da numeri e dati certi, la quale  dice che  oltre due milioni di italiani rinunciano alle spese mediche - perché sono costretti a farlo - e alla salvaguardia della propria salute personale perché non sono nella condizione di dover aspettare anni e anni per una comune visita e non aver abbastanza soldi per rivolgersi al privato, si è costretti di nuovo a richiamare in causa la politica del buonsenso (premesso che dovrebbero sapere che cosa significa buonsenso) che non si può più permettere il lusso di girare la testa dall'altra parte.

Di continuare a dire che non ci sono risorse e che le liste di attesa sono normali rispetto alla media europea.

Di sanità si vive, cercando di migliorare la qualità della vita con farmaci e controllo medici, maggiormente aumentati se si è avanti con gli anni.

Di sanità si può anche morire, cercando in tutti i modi di ottenere un servizio a cui tutti dovrebbero poter accedere, ma pochi sono coloro i quali riescono. 

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