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Il pensionato deve fare il pensionato   

di Tullio Parlante   

Adesso anche i ricchi personaggi pensionati televisivi, dalle loro impenetrabili ville, si ri-mettono in gioco scendono in piazza in favore di questioni politiche che nulla dovrebbero avere a che fare con personaggi ovattati del mondo della celluloide. Al contrario.   

Anziché continuare ad alimentare un processo di contenimento sgradevole ad una parte politica, che la maggioranza degli italiani ha voluto il 4 marzo, perché anziché starsene a fare i cruciverba e badare ai nipotini, sfruttano l'immagine televisiva che è stata la storia della loro professionalità, ai fini di una considerazione politica di appartenenza che non dovrebbero evidenziare?

Ecco, questa è l'Italia della borghesia illuminata solo in parte da puro schieramento oggettivo nel poter dire e giudicare determinate situazioni.

Quando si ha avuto un percorso televisivo e cinematografico, una volta abbandonato lo schermo, questi illuminati comunicatori non dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) avere più le opportunità di poter esprimere giudizi in merito a considerazioni di carattere politico.

Anche perché, il comune cittadino, questa prerogativa non l'avrà mai.

Tuttavia, pur considerando che le cose - in questo triste Paese - non cambieranno, è opportuno che certi ragionamenti vengano fatti e scritti.

Tutti questi salotti radio-televisivi, farciti di questi grandi "luminari" della comunicazione e di grandi portatori di "pensiero" si dovrebbero solo limitare a riportare la storia e le considerazioni naturali dei fatti del momento con i suoi alti e bassi, non esprimere - quindi dichiarandosi apertamente - quel mero consenso politico di appartenenza verso una classe dirigente che per metà del popolo italiano ha fallito. Bisogna guardare i fatti.

Bisogna entrare in sintonia politica universale verso la risoluzione dei problemi, non cercare sempre di evidenziare quello che "altri" avrebbero fatto meglio.

Esprimere una opinione politica, da parte di quei personaggi a cui riesce bene il gioco delle tre carte, significa che quando la stessa è costruttiva e non di parte, vuol dire fare e voler bene a questo Paese, non aggravare ulteriormente lo stato d' ansia politica che si respira attualmente.

Aspettiamo i risultati dei fatti, anche perché, per portare alla rovina questa Nazione ci sono voluti anni, cercare di rimetterla in sesto, non la si può fare in quattro mesi.

tutti pazzi per la Civita

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