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Volontariato, asse trainante della società

di Tullio Parlante

Quando si parla di volontariato, tutti sappiamo di che cosa stiamo parlando.

Soprattutto di quanto lavoro, manuale ed economico, avrebbe di più lo Stato, se non esistessimo.

Tuttavia, pur considerando che il lavoro svolto da tutte queste persone viene fatto in silenzio, ha volte, credo, che bisognerebbe dare il giusto risalto a questi “eroi” della strada e della comunicazione come momento di vicinanza umana a tutte quelle persone che per svariati motivi sono finiti ai margini della società, perché diventa importante la spinta emotiva che avvalora il nostro essere a disposizione di altri.

Se per un momento pensiamo a che deserto di valori e di altruismo andremo incontro se tutto ciò fosse a carico dello Stato, quindi pensando solo al proprio orticello familiare, verrebbe voglia di riflettere?

Credo di si.

Credo che una profonda riflessione vada e andrebbe fatta, se non altro perché è una domanda che  ci permette – come risposta -  di avere quella certezza visiva e palpabile nella certezza di amare ancora di più il nostro modello di solidarietà.

Dall’impegno verso i poveri, verso i bisognosi in generale, fino alla donazione della vita stessa, come donatori di sangue, e, passando per l'immenso universo che racchiude questa marea di forme e forze utili alla società, non si può non essere riconoscenti a tutte queste persone che impegnano parte del loro quotidiano nel provvedere alle piccole e grandi esigenze di tante persone che in loro, in questi “angeli” vedono anche un punto di riferimento per poter continuare ad avere una visione illuminante della vita sperando in un domani migliore.

Atti di pura solidarietà che vanno oltre quel modello di società ingabbiato solo alla ricerca del proprio benessere personale.

Tuttavia, con un grazie a 360 gradi a tutti coloro che si dedicano con passione e spirito di fratellanza per cercare di sopperire alle mancanze della quotidianità, viene spontaneo dire che se le istituzioni fossero più oculate nelle scelte e nella razionalizzazione di spalmo seminante di denaro pubblico, probabilmente, si avrebbero più risorse da gestire e mettere a disposizione di tanti che ne potrebbero fare un buon uso per cercare – quantomeno – di rientrare all’interno di questa società che fino a ieri l’ha relegato ai confini del nulla. Potremmo forse dire: siamo tutti utili ma nessuno indispensabile?

Non credo, oggi come oggi, in virtù di risorse che non ci sono, e quelle poche spesso spariscono nel cilindro del mago di turno, questa massima – a noi volontari – va un po’ stretta.

Solo per il fatto che oggi siamo indispensabili.

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