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I cittadini hanno bisogno di certezze e risposte

di Tullio Parlante

Siamo arrivati all’alimentazione delle chiacchere. 

E’ vero che in Germania ci hanno messo sei mesi per fare un governo, ma da noi – che non siamo germani – la risoluzione al problema ci doveva già essere se consideriamo che quando si arriva al traguardo, in ordine di arrivo, il trofeo più bello lo prende il primo (quando in ordine di tempo vince una sola persona) 

Ora, dopo oltre due mesi non si riesce ancora a capire se questo Governo si farà o non si farà.

Nel sentire i vari politici, all’interno dei salotti televisivi, pare che tutti abbiano l’asso nella manica nel mettere ordine alle cose.

Tutti sono convinti di quello che dicono in contrapposizione agli altri.

Tutti fanno finta di non capire i reali problemi del Paese.

Tuttavia, se questi luminari della politica – che predicano bene e razzolano male - li mettiamo su un campo di ping-pong, potrebbe diventare certezza che la pallina mai riuscirebbe a toccare terra o tavolo, considerando l’alta professionalità dei nostri politici nel non far capire all’avversario il modulo di gioco posto in essere.

Se non si esce da questo impasse, che sta lacerando ancor di più il distacco dalla politica a cui spesso si fa riferimento, mai riusciremo a dare un governo elettivo-politico a questo paese che non si può permettere il lusso di rimanere immobile.

E’ inutile continuare a dire, da parte di tutti i rappresentanti politici, bisogna dare subito un governo al Paese.

Questo lo devono fare loro, che sono parte interessata e attiva autorizzati dal voto politico espresso dai cittadini, non noi comuni mortali che abbiamo delegato loro alla guida del Paese.

Un vecchio saggio diceva che solo alla morte non c’è rimedio.  

Per cui, che la smettessero di continuare a insultarsi, a screditarsi, a lamentarsi, farebbero cosa gradita al Paese.

Abbiamo bisogno di vedere quella reazione immediata che ci mette nelle condizioni di dialogare ad armi pari con l’Europa e ad affrontare i tanti problemi quotidiani che affligge oltre cinque milioni di italiani.

Chi ha vinto, o coloro i quali hanno vinto, si prendano la responsabilità di provare – quantomeno – a mettere in piedi un qualcosa che, indirizzato verso una nuova legge elettorale, avrebbe la consapevolezza di dichiarare la vittoria di un singolo partito o di una singola coalizione, quindi aver vinto la tornata elettorale. 

Non è più possibile assistere a questo squallore politico che tralascia i seri problemi del quotidiano.

Che pensano solo all’arroccamento dei loro – piccoli – principi di posizioni irrilevanti.

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