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“Testimonial” A.v.i.s. comunale di Chieti

di Tullio Parlante*

Caro Stefano, avrei potuto cominciare con: grande Stefano, ma, tra noi associati e Te il caro è più confidenziale, visto che grande – sportivamente e calcisticamente – lo sei.

Nella lettura del quotidiano il Centro del 13 aprile scorso leggo dell’incontro con gli studenti dell’istituto comprensivo Buonarroti di Ripa Teatina.

Non è la prima volta che fai di questi incontri con i ragazzi.

Ciò ti fa onore, e fai veramente bene nel coinvolgere i giovani all’interno di un contesto dove tu dai il buon esempio, l’esempio da seguire, perché lo sport è l’unica formula che è rimasta per dare un segnale e un seguito positivo alla cancrena che si è impossessato di questa società.

Ragazzi giovani come Te ce ne vorrebbero tanti.

Se non altro per far comprendere e capire a questi giovani, condizionati dalla tecnologia, che nello sport si riesce ancora a calamitare quell’essenza di fratellanza e amicizia che si stanno perdendo nei meandri del nulla.

Caro Stefano, tuttavia, anche se il tuo modello di impegno sociale deve essere tenuto e preso in considerazione da chi nella vita dovrà ancora cercare il suo spazio, un piccolo rimprovero (molto soft e delicato) te lo devo fare.

Estrapolando dall’articolo il saluto del Sindaco di Ripa e della dirigente scolastica, dove hanno evidenziato il connubio tra cultura e sport, non posso esimermi nell’evidenziare che mai ho letto o sentito – nei tuoi interventi – riportare la massima associativa che degnamente rappresenti: sport cultura solidarietà.

Essere il nostro testimonial, significa anche parlare ai giovani del perché tu facesti questa nobile scelta nel rappresentare la donazione sangue.

Significa far comprendere ai giovani l’alto valore umanitario a cui fa riferimento questa nobile arte del donare la propria linfa vitale per salvare vite umane.

Questa grande e nobile famiglia teatina di donatori di sangue vede in te la purezza rappresentata dal modello di vita che ti ha impegnato anche nel sociale.

Ma, qualche volta, spendere – nei tuoi incontri – qualche parola in favore della donazione, rispecchia ancor di più quella grande formula di rappresentazione di cui molti ragazzi hanno la necessità di sentire e di avere come punto di riferimento (chiaramente il punto di riferimento sei Tu) all’interno di questo contesto sociale che imprigiona molte energie vive.

Stefano, tu sei un valore aggiunto alla nostra famiglia avisina, per cui, l’essere portatore, quindi testimone di questa nobile goccia di sangue, deve rappresentare ancor di più il nobile gesto della solidarietà che riesci a trasmettere con il tuo modo di essere genuino nel racconto sia della vita vissuta che del valore della famiglia che deve seguire il percorso dell’interesse in favore di chi nella vita per un momento è stato meno fortunato. Stefano, questa considerazione andava fatta se non altro per riaccendere in Te quella fiammella associativa a cui hai donato la tua bella immagine di ragazzo acqua e sapone.

Scusami per questo gioco di parole.   

*Presidente Avis comunale Chieti