Serve gente credibile e che ci creda

Mi fa paura leggere che il governo è alla caccia di quattro miliardi.

Non perché siano tanti o perché va a finire che li cercheranno nelle mie tasche, ma perché sono pochi e inutili.

Mi fa rabbia leggere Giulio Tremonti, che racconta oggi quel che si deve fare e annette alla cattiveria del mondo quel che non hanno fatto, stando al governo.

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Il partito della Terza Repubblica

di Giuseppe Tagliente

Quel che continua a stupire ed a stupirmi della politica italiana è l’apparente inconsapevolezza dei suoi addetti circa l’imminente fine del sistema costruito nell’ultimo decennio degli anni Novanta e l’ostinazione che mostrano nel ritenere che sia possibile fermare quella che chiamano l’antipolitica (ma che invece è, come ho già scritto, soltanto il desiderio di altrapolitica) introducendo correttivi nel funzionamento dei partiti o delle istituzioni.

Non scherziamo, per favore.

Definire Antipolitica tutto ciò che nel Paese si oppone oggi all’organizzazione del potere, cioè all’intero sistema politico dominante, confonde le idee ed è funzionale soltanto ad un tentativo di difesa estrema dello status quo.

Si tratta invece di Altrapolitica, che non è un’indistinta e generica rivendicazione, tantomeno una forma di populismo verbosamente forcaiolo, ma un sentimento positivo che è istanza di rinnovamento morale ed al tempo stesso richiesta di una nuova forma di rappresentanza e di governo.

Troppa informazione ci rende... disinformati

Le tecnologie di comunicazione sono sempre più sofisticate e offrono l'accesso a una quantità sempre maggiore di informazioni, ma non è detto che questo ci renda più intelligenti o informati.

Internet, infatti, da solo non è in grado di garantire una società più alfabetizzata e tollerante.

Dalle morti in piazza, alle morti solitarie: come cambia il dramma sociale in Italia

Oggi si muore di disoccupazione;  si muore per la vergogna di non poter pagare i propri dipendenti; si muore per non avere il coraggio di dire ai propri figli: non posso più darvi ciò che vi ho sempre dato, ciò che avevo il dovere di darvi; si muore perché non si riesce a guardare in faccia la propria moglie, gli amici, i colleghi; si muore perché non si riesce a rinunciare ai piccoli sogni che fanno della vita qualcosa che merita di essere affrontata giorno dopo giorno; si muore per non aver saputo risolvere i problemi che la vita ci oppone giorno dopo giorno, anche se la colpa non è di chi decide di non vivere più; si muore perché chi decide della nostra vita piange in pubblico, ma le lacrime che provoca sono infinitamente più copiose e sincere; si muore perché un potere astratto, invisibile, quindi ancor più temibile e odioso decide della vita di interi popoli; si muore perché una banca salta e con essa il destino di miliardi di uomini  e delle loro famiglie….