Luminarie accese dal 7 novembre. Surreale!!   

di Tullio Parlante   

La tradizione natalizia vuole che le luminarie, e le varie illuminazioni che ci proiettano verso una delle feste più care a noi italiani, si facciano non prima dell'8 dicembre.   

Non è una questione di scaramanzia, ma accendere le luci degli addobbi natalizi già dal 7 novembre, all'interno di molti centri commerciali, crea uno strano effetto negativo, indebolendo le aspettative di chi - come lo scrivente - aspetta la data giusta per poter essere parte integrante del concetto di festività natalizia vivendo quel dolce e meraviglioso momento, atteso un anno, immerso in un turbolio magico di emozioni.

Premesso che è sempre difficile sapere chi è l'artefice che programma la data di questi sballati giorni insignificanti, all'indirizzo di illuminare anzitempo la struttura che dirigono, quello che lascia basito il comune cittadino è il criterio utilizzato da questi manager rampanti i quali decidono di anticipare di oltre un mese una caratteristica forma di richiamo che è parte integrante della nostra tradizione cristiana.

Forse, ripeto forse, sulla scia di quella vecchia tendenza e tradizione politica che aveva cercato e provato ad azzerare anche la nostra storia cristiana, si vuole continuare a perseverare su quel percorso politico che ha fatto di tutto per poter condizionare anche le nostre amate feste culturali-cristiane? 

Si spera vivamente di no! 

D'altronde, la capacità umana, nel rendere ridicolo oltre duemila anni di storia cristiana, ha fatto sì che per il bene del dio danaro e l'immediato effetto commerciale, si possono anche vanificare e rendere nulli quei valori tradizionali che hanno animato il nostro essere cittadini italiani di fede cristiana.

Aver abbattuto, perché una parte della politica italiana ci ha messo molto e tanto del suo nel cercare continuamente un allargamento religioso che alla fine non ha soddisfatto nessuno dei principali attori di questa pseudo integrazione, moralmente e fisicamente quel modello di tradizione culturale atto a consolidare buoni propositi all'interno del nostro essere cristiani, ci rende di pessimo umore.

Tuttavia, se consideriamo che, anche anticipatamente, pur non condividendo la forzatura tradizionale nell'impegno gioioso verso il Natale, non possiamo rimanere inermi nel cercare di ri-capovolgere questo modello assai discutibile di approcciarci verso le festività del Santo Natale.

tutti pazzi per la Civita

Quando si rende partecipe il cittadino   

di Tullio Parlante   

Il 9 novembre alle ore 17,00 all’interno di Palazzo Lepri, presso i locali dell’associazione APS Luca Romani, si è svolto un incontro pubblico su Chieti capoluogo Gren d’Abruzzo nel 2020.   

Relatore è stato l’assessore Mario Colantonio. 

Psr, Febbo: "L'Abruzzo penultimo in Italia nella spesa dei fondi"

di Francesco Rapino

Il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, in conferenza stampa ha denunciato, documenti alla mano, come l’Abruzzo sia passato dal quart’ultimo posto (6,08%), al 31 dicembre 2017, al terzultimo posto (7,06%) al 31 marzo 2018 e adesso al 31 ottobre 2018 siamo addirittura al solo 10,32% dell’avanzamento della spesa effettivamente sostenuta.

Se sono stati sfrattati, dove andranno?   

di Tullio Parlante   

Premesso che le voci del popolo non sono il verbo della verità o di una verità, quello che lascia perplesso il comune cittadino e che le stesse "spesso" arrivano da fonti inaspettate carichi di interesse collettivo.   

Il rispetto delle regole vale per tutti!   
di Tullio Parlante   
Credo che non possa avere piena condivisione l’appello di Marco Di Michele Marisi - responsabile del gruppo “Giovani in Movimento” di Vasto - se non altro per il fatto che è vero che bisogna puntare l’attenzione sulla sicurezza, ma di contro, è anche vero che se le regole le rispettassero tutti, a prescindere, non si assisterebbe a questo scempio di valori che sfociano nell’aggressione fisica verso persone normali che fanno il proprio lavoro.