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Rilancio turistico dell’aquilano

Il Parco Gran Sasso – Monti della Laga per il rilancio turistico dell’aquilano è stato il tema della conferenza stampa tenuta oggi ad Assergi dal Presidente dell’Ente Parco, Arturo Diaconale.

«Il terremoto che ha devastato la città principale d’Abruzzo – ha dichiarato - mettendo in ginocchio l’economia locale, ha imposto di progettare formule per far ripartire un minimo di attività consentendo la sopravvivenza della popolazione attiva. Poiché la vocazione naturale dell’area è di tipo turistico, il criterio seguito dai promotori del Protocollo è stato quello di un collegamento fra i due Parchi interessati dall’area del cratere per mettere a punto un pacchetto di iniziative turistiche più ampio.

In questo senso il Parco Gran Sasso – Monti della Laga non poteva sottrarsi, nelle sue specificità, ad un’intesa che mira ad aumentare le opportunità di sviluppo sul proprio territorio».

«A tal proposito – ha specificato Diaconale - ragioniamo di territori sui cui insistono norme ed atti amministrativi incontrovertibili, primo fra tutti il Piano d’Area.

A questa condizione normativa, stabilita nel 2004 come approdo di un iter complesso e laborioso, ma in buona parte ancora inapplicato, si aggiunge quella prassi consolidata in base alla quale tutti i progetti che saranno presentati saranno opportunamente vagliati e valutati.

D’altro canto è ormai chiaro che il Parco non può più funzionare come un ammortizzatore sociale, deve poter sviluppare una forza propulsiva a vantaggio di chi ci vive».

Affiancato dal Direttore dell’Ente Marcello Maranella, Diaconale ha evaso anche alcuni spunti critici che hanno caratterizzato le cronache recenti.

«Polemiche legittime – ha detto– sono certo che chi le ha sviluppate svolga la sua funzione, ma quando gli argomenti hanno a che fare con la missione di un Parco di operare scrupolosamente nella tutela ambientale cercando di portare benefici al territorio, le polemiche debbono cedere il passo alla responsabilità. D‘altronde siamo i primi ad auspicare la soluzione dell’anomalia che vuole che il Parco sia dotato di un presidente ma privo di organismi statutari. Ciononostante è fuor di dubbio che l’Ente operi in un regime di piena funzionalità ed incisività».

«Anche la polemica politica è legittima – ha detto Diaconale affrontando la questione dell’adesione del Parco Gran Sasso Laga al Gran Gal Teramo – ma anche in ciò l’Ente ha operato una scelta di buon senso nell’esclusivo interesse del territorio. Il bando contemplava per la prima volta la presenza di Parchi ed Università e l’Ente ha ritenuto che la presenza dell’ateneo teramano potesse costituire una grande novità ed una garanzia per il territorio».

Il Direttore Maranella ha illustrato «i punti di forza del lavoro di pianificazione e gestione del Parco, di cui è esemplare la capacità di attrarre grandi finanziamenti europei da destinare alla salvaguardia della biodiversità. Risultati che formano un’eredità forte, insieme all’impegno ad operare in rete con le altre aree protette abruzzesi e con la Regione Abruzzo per progetti di rilancio turistico condivisi».

Un plauso all’operato del Parco è giunto dall’On. Giovanni Lolli, presente insieme a tanti Sindaci, autorità, operatori e rappresentanti di associazioni ed Enti, «Grazie al Parco – ha detto – abbiamo un piano d’area che costituisce l’architrave per futuri interventi di valorizzazione e salvaguardia…Il Parco può essere il soggetto guida per operare lo sviluppo con una visione più ampia».

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