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I FONDI ARCUS, ALL'AQUILA CENTO MILIONI

L'Aquila una città, a dir poco decapitata.

di Tonino Anzini

Il terremoto l'ha devastata, ora bisogna ridarle il viso che aveva prima della terribile notte che uccise molte persone e tra queste studenti della Università. Guarda il breve passato quando il sottoscritto nelle vesti di un giornalista ogni cinque-sei giorni andava ad intervistare gli sfollati che avevano raggiunto diversi alberghi dove sarebbero rimasti fin quando non si sarebbero rimesse a posto le rispettive case. Chiedevo come passavano il tempo e come stavano in quelle stanze a loro date.

Non erano pochi quelli che mi rispondevano: " meno male che c'è Berlusconi"...

Trascorsi diversi mesi molti si lamentavano non avendo potuto avere la possibilità di ritornare nelle loro case.

A dire il vero c'erano anche non poche persone che per paura non volevano ritornare ed allora Berlusconi, nonostante sia venuto a vedere come andavano i lavori venne pian pianino bestemmiato.

Ora il PD prende la bacchetta ed inizia a prendersela con il governo berlusconiano che guarda caso non sta lavorando per rimettere in piedi completamente i finanziamenti per lo sviluppo dell'arte.

Va bene, l'arte non deve mancare, ma anche case, scuole e strade, nonché ospedali devono avere qualcosa in più.

Chi Ha avuto la possibilità di camminare nelle vie aquilane troverà che chiese, luoghi di cultura e quant'altro sono stati sistemati per non cadere definitivamente.

Dunque con la impossibilità di avere fondi più di tanto chiederei al PD i cento milioni di fondi Arcus per terminare le case da riparare.

Certo se il compagno Prodi non se la fosse squagliata chissà che il mondo aquilano (e forse anche quello italiano) sarebbe stato bello e buono.

Peccato, senza Prodi riusciamo a mangiare, con lui saremmo andati probabilmente a fare i muratori per le case aquilane spaccate dal terremoto e per la rimessa in campo delle opere ... se non cadute vista l'assenza dell'aria prodiana.

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