Pin It

Ingegneri e ricostruzione

La Ricostruzione spetta ai professionisti:

Chiodi faccia marcia indietro.

Lo hanno chiesto gli ingegneri nel corso di una conferenza stampa all'Aquila nella quale i professionisti hanno diffidato il Commissario dallo stipulare accordi diretti tra Comuni e Università per l'assegnazione degli appalti post-sisma. Quattro rappresentanti del Consiglio Nazionale degli Ingegneri sono giunti all'Aquila insieme ai quattro presidenti degli Ordini provinciali d'Abruzzo, insieme con la Federazione regionale per parlare dell'argomento che fa intravedere un'ennesima emergenza: quella che rischia di compromettere la trasparenza e la legalità cui dovrebbe ispirarsi l'intera ricostruzione post sisma.

"Una ricostruzione - secondo gli addetti ai lavori - che non può essere affidata in via preferenziale ad atenei o ad enti similari, come recita la bozza di convenzione tra Comuni e Università firmata dal commissario delegato Giovanni Chiodi lo scorso 19 novembre e inviata a tutti i sindaci del 'cratere', ma deve necessariamente seguire le norme che regolano gli appalti pubblici".

La nota inviata da Chiodi, con in oggetto "accordi, convenzioni o contratti relativi a servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria, come progettazioni preliminari, definitive ed esecutive dei lavori, direzione dei lavori, incarichi di supporto tecnico", ha fatto scattare la reazione immediata e decisa della categoria professionale, che compatta ha diffidato il commissario dal proseguire su questa strada.

Il Consiglio nazionale degli ingegneri, riunitosi all'Aquila ha spiegato le ragioni di quello che e' stato definito, innanzitutto, "un atto dovuto verso la collettività": "La nostra diffida - ha dichiarato Giovanni Rolando, Presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri - intende tutelare non gli interessi della categoria, ma quelli di tutti. La bozza di convenzione firmata da Chiodi non e' a norma di legge, poiché non rispetta le regole del codice dei contratti pubblici: siamo nell'ambito di attività professionali, pertanto bisogna seguire le procedure nella massima legalità.

Condividiamo pienamente i principi di 'speditezza e qualità di risultati' cui si ispira Chiodi, - ha proseguito - ma questa convenzione è in realtà doppiamente deleteria: non solo e' impugnabile sotto il profilo della legittimità, ma è anche controproducente per il territorio perché orientandosi sulle università di fatto esclude tutti i liberi professionisti dei comuni coinvolti". "Questa bozza di convenzione - ha dichiarato Paolo Stefanelli, Consigliere Cni con delega ai contenziosi - non e' in grado di garantire ne' la speditezza, ne' la qualità che proclama.

L'unica garanzia di rapidità infatti è data dal rispetto delle regole e delle normative: solo così le procedure non vengono bloccate dai ricorsi e dai contenziosi e solo nella legalità si può ottenere la garanzia della sicurezza".

Da non sottovalutare infine uno degli aspetti più insidiosi delle eventuali convenzioni.

"Non bisogna far passare il messaggio fuorviante - conclude Stefanelli - che il lavoro poi venga svolto dalle Università in quanto 'istituzioni pubbliche', perché quei lavori poi verranno realizzati da singoli professionisti, ingegneri inseriti negli atenei in realtà per insegnare e ricercare, mentre sarebbe bene non disperdere le loro energie in attività parallele che finiscono per depauperare il nostro sistema accademico".

Per gli ingegneri è importante che Chiodi faccia marcia indietro altrimenti la categoria si è detta pronta ad intraprendere le battaglie legali. (AGI) Com/Ett

Vedi anche: Università rispondono

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna